Gioco
Onore alla maglia, fino all’ultima goccia di sudore
Capitan Andrea Caponi scrive ai tifosi e ai concittadini alla vigilia del campionato «Noi in campo e i nostri tifosi sugli spalti, uniti per continuare a meravigliarci»
di ANDREA CAPONI *
Carissimi tifosi, pontederesi, sportivi granata, non è facile per me riassumere i pensieri che affollano la mia mente alla vigilia del quarto campionato consecutivo con la maglia granata. Ancora una volta partiamo dalla terza serie nazionale, andremo a batterci con realtà importanti, in stadi che hanno fatto la storia del calcio italiano. Giocare per i colori della mia città è un’emozione unica, indescrivibile. In questi anni abbiamo fatto cose straordinarie, oltre le aspettative.
In giro per l’Italia ora tanti conoscono il Pontedera e molti hanno avuto dimostrazione della nostra forza. Ci siamo fatti valere ovunque, su tutti i campi, contro ogni avversario. La nostra avventura in campionato comincerà fra poche settimane ma non è tempo di porsi degli obiettivi. Non lo abbiamo mai fatto in passato e continueremo nella stessa direzione. Perché preferiamo far parlare il rettangolo verde, lasciare che siano i risultati a dirci chi siamo e dove possiamo arrivare.
Una cosa però mi sento di poter giurare ai tifosi. Al di là della classifica, al di là dell’avversario di turno. Da capitano prometto che ogni domenica i miei compagni onoreranno la maglia del Pontedera fino all’ultima goccia di sudore. Usciremo dagli spogliatoi sempre col coltello fra i denti, pronti a farci valere contro chiunque, determinati a far prevalere in ogni situazione la nostra voglia di vincere. È il nostro dovere. Lo dobbiamo a tutte le persone che ci seguono, allo staff che lavora per noi e ai ragazzi della gradinata che per il Pontedera perdono la voce ogni settimana.
Spero che la composizione dei gironi ci regali il maggior numero di derby possibile. Giocare di fronte a 10.000 persone è fantastico, ma quando si parla di derby non ci sono numeri che tengano. Sono partite a sé. Giornate che abbiamo voglia di vivere e di far vivere nel migliore dei modi a chi ci supporta. Ma a volte essere in 11 non basta. Serve il dodicesimo uomo: i nostri tifosi.
Mi rivolgo a voi e chiedo un “Mannucci” esplosivo in tutte le gare casalinghe: che diventi un fortino. E sarebbe bello vedere gli amici, perché tanti li conosco da una vita, anche in trasferta, nonostante nemmeno io condivida le rigide regole imposte dalla Tessera del Tifoso. Noi in campo e i nostri tifosi sugli spalti. Uniti. Per continuare a stupire tutti insieme.
. * capitano Pontedera calcio
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