Il dolore
Bentornato a casa, bomber “Gigio”
Grassi riabbraccia i colori granata in riva all’Era dopo la pausa a Salerno
PONTEDERA. Poco dopo le 16 ha messo piede sull’asfalto rovente di Pontedera. Il primo passo verso il ritorno a casa. Poi l’arrivo in sede, dove ad attenderlo c’erano i vertici societari. Frastornato da una giornata passata attraversando l’Italia Luigi Grassi ha messo la firma sul contratto, trasformando in realtà il sogno dei tifosi. Un anno dopo l’asse Salerno-Pontedera è ancora al centro del calciomercato orchestrato dal direttore generale Paolo Giovannini.
Nella passata stagione fu necessario attendere fino all’ultimo giorno di trattative per brindare al rinnovo del fantasista. Questa volta invece i tempi si sono accorciati. Ma le difficoltà sono rimaste le stesse. Un braccio di ferro tra i campani e il club della città della Piaggio cominciato con la fine del campionato. Quando Grassi, come da contratto, è costretto a tornare nella rosa della squadra detentrice del cartellino. Gigio si allena con i compagni nel ritiro di San Vito di Cadore agli ordini di mister Somma, che prima si dice pronto a lasciarlo libero di decidere la futura destinazione, poi lo vede giocare e cambia idea. «Grassi non dobbiamo farcelo scappare».
Il regista dalla folta chioma riccioluta però comincia ad accusare mal di pancia. La moglie, il figlio appena nato: meglio avvicinarsi a casa. Pontedera torna a far irruzione nella mente del calciatore garfagnino. Il ds della Salernitana, Mariano Fabiani, ascolta le richieste di Grassi e prende tempo. Ora il via libera: «Luigi, puoi tornare a Pontedera». Appena in tempo per la presentazione della squadra alla città.
La prima vissuta da Grassi nonostante i suoi due campionati già giocati in riva all’Era. I tifosi lo acclamano, la gente lo saluta. Grassi sorride e ricambia, sembra quasi emozionato. Dalla sua bocca escono poche parole, difficilmente comprensibili nel frastuono di piazza Curtatone. «Sono felice di essere tornato a Pontedera. Sono stati giorni difficili ma grazie allo splendido lavoro di Giovannini, la Salernitana mi ha mollato. Non vedo l’ora di allenarmi al Mannucci». L’uomo dei gol impossibili è sereno. Alla base della sua scelta ci sono motivazioni importanti. Che vanno al di la del campo di gioco. «Ho agito mettendo al primo posto la famiglia. Ci sono cose che contano di più del calcio. Ora sono felice. Finalmente». (t.s.)
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