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Filippo Colarusso, il predestinato delle moto

Filippo Colarusso, il predestinato delle moto

Il 14enne cascinese è campione italiano di mini enduro 65cc e parteciperà al trofeo delle Regioni

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CASCINA. Fisico esile, faccia da bambino.La carta d'identità dice tutto: Filippo Colarusso è nato nel 2002. Ma quando sale in sella alla suo moto il giovane pilota si trasforma. Il volto è serio e concentrato. Di colpo l'adolescente diventa adulto. Salti, curve e canali scorrono via sotto le ruote del suo bolide come se niente fosse. Doti da talento. Da chi già dai primi anni d'età ha il destino segnato. Filippo è giovane, non sa ancora cosa farà "da grande". Intanto però un segnale è stato lanciato. La vittoria nel campionato italiano di mini enduro, nella categoria esordienti 65cc, è un punto di partenza che fa ben sperare.

Concorrenza sbaragliata in ogni gara. Una classifica di giornata vinta. Se Filippo non è un predestinato poco ci manca. La passione trasmessa da papà Stefano, ex pilota di enduro e consigliere del motoclub di Pontedera, sta dando i suoi frutti. Il cascinese non ancora quattordicenne pensa solo alla moto: «Mi alleno sempre molto, praticamente tutti i giorni. Il prossimo anno salirò in classe 85cc e devo farmi trovare pronto». Umiltà. Altra caratteristica del campione. «Sono contento di questo titolo – prosegue Filippo – perché è arrivato al termine di una stagione lunga e intensa. Ci tenevo tantissimo a chiudere bene la mia esperienza in 65cc».

Gli addetti ai lavori da tempo tengono sott'occhio Colarusso. E ne hanno già individuato le capacità. Per questo rappresenterà la Toscana nel trofeo delle Regioni. Un'altra grande sfida. Portarsi sulle spalle una regione a 12 anni non è cosa da tutti. Ma Filippo resta sereno e prosegue nella preparazione. Perché per vincere nello sport bisogna sudare: «L'allenamento è fondamentale. Senza un buon lavoro alle spalle non si possono affrontare gare importanti, soprattutto quando i pretendenti sono forti. Come quelli che ho incontrato io».

Intanto vanno avanti le fasi regionali: il copione è lo stesso. Colarusso davanti e gli altri a inseguire. Ma dove vuole arrivare il baby fuoriclasse? «Non lo so. È presto per dirlo. Ora mi godo questo trofeo poi vedremo». Lo spirito però è quello di un ragazzino. E lo si vede quando Filippo mette in testa ai ringraziamenti la mamma e la sorella, poi «mio padre, nonché il mio meccanico personale. Ma anche il team per cui gareggio: Torre della Meloria Macota. E tutti gli sponsor tecnici».

Tommaso Silvi

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