Sicurezza
Il Pisa partito per il ritiro ma è in attesa di rinforzi
Mister Braglia: «Manca almeno una decina di giocatori ma Vitale è al lavoro Nei primi giorni di allenamento a Fiumalbo non si possono fare grandi cose»
PISA. Ore 10.10 di ieri mattina. Il pullman esce dal cancellone dell’Arena Garibaldi diretto al ritiro di Fiumalbo, nel Modenese. Inizia così la stagione del Pisa. Giorno di saluti, presentazioni, borsoni, organizzazione da mettere a punto, qualche decina di tifosi nel piazzale.
È anche il giorno del Piero Braglia-bis. Vestito casual, l’allenatore dispensa sorrisi e strette di mano. Se la squadra ha iniziato ieri a sudare sul campo, Braglia ha una carica già pronta per il campionato. Appena i riflettori delle telecamere si accendono, parte sparato, già abbastanza incavolato. Girano sul web commenti, perlomeno di perplessità, sull’acquisto di Morrone, sui troppi giovani, su una squadra che parte per il ritiro ancora largamente incompleta.
Braglia estrae subito gli artigli: «Non cambia mai niente, si parla prima di sapere. Dico: aspettiamo per dare un giudizio. Sono tranquillo, sono sicuro che la squadra verrà fatta». Difende Morrone a spada tratta. «Per qualcuno è vecchio? Faccio notare che ha lottato fino alle fine con il Latina per salire in A, giocando più di 30 partite, dunque un intero campionato di Lega Pro. L’ho visto giocare personalmente a Spezia, l’ho affrontato come avversario. È venuto qui motivato, difficile pensare che uno con la sua carriera si muova per bisogno di soldi».
Sui ragazzi: «Siamo andati prima sui giovani per un motivo semplice: altrimenti venivano presi da altri. Quelli che abbiamo scelto sono bravi. È chiaro che non dovranno più affrontare un campionato Primavera, ma una realtà con tensioni e pressioni di altro tipo. Devono capirlo alla svelta».
Efficace la fotografia di Braglia sul primo giorno: «Le certezze sono la società e il direttore. In questo momento sulla squadra ci sono speranze. Le certezze devono arrivare». Ovvero i giocatori che l’allenatore definisce quelli che devono dare spessore». Altre certezze sono relative al modulo: un tridente d’attacco. Il resto dell’assetto tattico dipenderà dai giocatori che arriveranno. L’idea di base è il 3-4-3, ma le risposte del mercato potrebbero portare a un 4-3-3.
Il gruppo parte per il ritiro già definito soltanto nei portieeri, con l’ex empolese Pelagotti e il giovane Moschin a contendersi il posto da titolare. In tutti gli altri reparti dovranno arrivare i rinforzi di spessore. Ma quanti ne mancano? «Non dico 10, ma un numero che ci si avvicina», ammette Braglia. Dunque, metà gruppo o quasi. E infatti per il tecnico i primi giorni a Fiumalbo non si svolgeranno nelle condizioni ideali di lavoro. «Spero che la squadra venga completata il prima possibile, diciamo entro la fine del mese. In allenamento, con la situazione attuale, non si può fare granché».
Sul mercato è al lavoro il dg Pino Vitale, ieri allo stadio senza parlare preferendo concentrarsi sulle trattative in corso. «Lui sa cosa deve fare», dice Braglia. Anche se, per il tecnico, le difficoltà sono riconducibili soprattutto a un aspetto sul quel è possibile far poco: il Pisa è in Lega Pro, tanti giocatori che sono stati contattati (anche giovani) non accettano di scendere sotto la serie B. «Sì, il problema è la categoria, certi giocatori in C non ci vogliono venire. Sono dell’Inter, della Fiorentina, stanno in ritiro e aspettano altre proposte».
Francesco Loi
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