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La mani di Brogi scaldano i ciclisti

La mani di Brogi scaldano i ciclisti

È massaggiatore al team Androni giocattoli Venezuela e al suo ritorno a Orentano racconta alcuni momenti del Giro

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ORENTANO. «È stato sufficiente uno sguardo per capire che Franco Pellizzotti, che stava scollinando il monte Sella, al di là degli accordi della partenza della 20ª tappa del Giro d'Italia (Maniago-Monte Zoncolan) non voleva la mantellina per coprirsi in discesa, ma una pagina di giornale».

A rivivere il particolare di quella giornata in "rosa" è Daniele Brogi, massaggiatore della Androni giocattoli Venezuela, squadra in cui Pellizzotti è indiscusso leader. Un "tappone" al termine del quale il corridore friulano ha sfiorato l’impresa giungendo secondo alle spalle dell'australiano Michael Rogers.

42 anni di Castelfranco, da alcuni anni Brogi risiede a Orentano. Oggi ha raggiunto un indiscusso top professionale senza dimenticare i gradini che ha dovuto salire. «Si, le due ruote hanno sempre avuto un fascino particolare – dice Brogi rientrato dall'impegno di un estenuante Giro nella sua casa di Orentano – fin dai tempi di in cui nonno Guido aveva un emporio di biciclette in via Cavour, nel centro di Castelfranco».

Una passione subito trasmessa poiché il giovane Daniele Brogi inizia a correre nelle varie categorie fino ad arrivare agli juniores.

Senza uscire da quel mondo anche la sua professione: il massaggiatore. Un'attività che non è passata inosservata poiché nel 2000 entra nel team Amore e Vita di Ivano Fanini e nel 2006 il top manager della Androni giocattoli, Gianni Savio, il “Principe” come viene chiamato nel mondo delle due ruote pedalate per la sua classe e inappuntabile eleganza, lo ha voluto con sé. Una decisione maturata anche in stretta collaborazione con un altro big della società: Giovanni Ellena.

Nelle corse più importanti sotto le sue "mani" sono passati ciclisti come Davide Ribellin, Michele Scarponi, Danilo Hondo. E Daniele Brogi può vantare la preparazione di corridori che hanno conquistato tappe al Giro d'Italia ma anche una Freccia Vallone (Rebellin), un titolo italiano (Pellizzotti), una Tirreno-Adriatico (Scarponi), una maglia verde (Gpm) nel Giro dello scorso anno con Rubiano Chavez, ai recenti mondiali di Firenze, al Giro del Lago in Cina e altro.

Iniziato a Belfast, nell'Irlanda del Nord, l’ultimo è stato un Giro d'Italia insolito che ha messo a dura prova tutta la "carovana rosa". «La stessa Irlanda, che normalmente non stravede per il ciclismo, al passaggio del Gro ci ha accolto con grande passione – commenta Brogi – così come migliaia di tifosi ci hanno accompagnato per tutto il percorso fino a Trieste con l'emozionante partecipazione delle Frecce tricolori».

Da Belfast a Trieste ci sono stati momenti particolari? «Certo – riprende Daniele Brogi – come la tappa di Monte Campione e il ricordo della indelebile "pirata" Marco Pantani, così come la memoria di una splendida persona come Candido Cannavò. Ma anche le sensazioni dei giovanissimi corridori della Androni Giocattoli che durante un massaggio "trasmettono" l'emozione di partecipare a una splendida avventura come il Giro d'Italia. Ma questo – conclude – è l'insolito, emozionante mondo del ciclismo».

Ora un breve periodo di riposo, poi per Daniele Brogi c'è una fine giugno molto impegnativa con il Tour della Slovenia, il Giro dell'Appennino e il campionato italiano in Trentino. Ovviamente con la speranza di rivedere Franco Pellizzotti vestire la maglia tricolore.

Benito Martini

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