Gioco
Il tecnico Alvini ha le valigie pronte: Vicenza o Ferrara
Contatti con la società estense alla finale Primavera a Rimini Dal Tuttocuoio dicono: sa cosa lascia ma non ciò che trova
PONTE A EGOLA. Il tecnico Massimiliano Alvini sembra prendere il treno per il nord est. Di sicuro non sarà più il tecnico del Tuttocuoio che ha portato in alto. Ora, conquistata la serie C unica, vola su altre panchine, frutto del gran lavoro svolto in questi anni a Ponte a Egola.
Vicenza o Ferrara? Sembrano queste le città (e le squadre) che hanno messo gli occhi sull’allenatore fucecchiese, dopo un breve interessamento del Pisa.
In piena festa promozione, ma in attesa del rientro del presidente Andrea Dolfi preso da impegni di lavoro, Alvini - portato in trionfo dai suoi al termine della partita di domenica contro l’Arzanese - sembra con le valigie pronte. Già aveva parlato di un colloquio fruttuoso con i dirigenti del Real Vicenza, poi mercoledì ha partecipato alla finale di Rimini tra le formazioni Primavera di Torino e Chievo (che ha vinto), invitato da una società per guardarsi negli occhi: si parla della Spal. Che aveva già puntato su un altro tecnico toscano, Paolo Indiani. Poi sappiamo tutti che il tecnico di Certaldo ha prolungato il suo rapporto con il Pontedera e la società estense si era indirizzata su altri nomi. Evidentemente non ha raggiunto ancora alcun accordo e sta pensando seriamente all’ormai ex allenatore neroverde.
Con i rappresentanti della società ferrarese, il tecnico sembra aver avuto un contatto introduttivo che lascerebbe spazio a ulteriori rapporti. Ma l’altra società quella vicentina, non demorde e sembra tornare alla carica.
Lo stesso Massimiliano Alvini non fornisce indicazioni più precise sul suo futuro prossimo anche se puntualizza che il Tuttocuoio «deve risolvere alcune questione societarie, prima di pensare allo staff tecnico e ai giocatori» e poi rileva che «il lavoro mio e del mio staff, che ringrazio con tutto i cuore, non è passato inosservato». Da parte sua aggiunge che «dopo 6 anni c’è anche voglia di nuovi stimoli, nuovi scenari e nuove sfide. Ma non è detto che tutto questo sia obbligatorio».
E già pochi giorni fa aveva detto che se un giorno fosse partito da Ponte a Egola si sarebbe portato dietro il fino vice Marco Ceccomori, tra l’altro andato in panchina nelle ultime giornate dei playoff di Seconda divisione.
Già due anni fa, Massimiliano Alvini sembrava sul punto di lasciare la squadra neroverde, richiestissimo da Scandicci e Lucchese. Poi non se ne fece di nulla, restò a Ponte a Egola e arrivò addirittura la promozione dalla serie D.
Chissà cosa succede a questo punto. Dalla società trapela la voce che in un certo senso si potevano attendere i riflettori accesi sull’allenatore delle imprese neroverdi; allo stesso tempo rilevano che Alvini sa cosa lascia ma non sa cosa può trovare. Insomma come dire: non tutto oro è quel che luccica in un mondo come quello del calcio. E chissà quante altre società farebbero come ha fatto nella stagione appena passata il Tuttocuoio, quando per due mesi i risultati non arrivavano e la formazione neroverde era terribilmente scivolata in basso. Il presidente Dolfi e i suoi collaboratori, a quel tempo, optarono di non mettere in discussione l’operato e l’impegno di mister Alvini e gli rinnovarono la fiducia senza battere ciglio. Poi è arrivato quel che è arrivato.
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