Sicurezza
I sogni dei tanti piccoli numeri uno
Iniziativa all’Era calcio con un istruttore della Lazio per insegnare ai ragazzini il difficile ruolo del portiere
PONTEDERA. C’è un solo ruolo nel gioco del calcio che da oltre mezzo secolo non subisce variazioni. I centravanti di una volta sono diventati i moderni attaccanti, il “libero” del dopoguerra non esiste più, mentre lui ancora resiste allo scorrere del tempo. È il portiere. Da solo nel suo compito. Responsabile delle sue azioni nel bene o nel male. Se riesce a intercettare il pallone prima che finisca in rete diventa l’eroe di giornata. Se invece qualcosa va storto e la sfera oltrepassa la linea le accuse piovono senza pietà. È soprattutto per questo che chi ama il calcio definisce il guardiano dei pali un “pazzo”. Non bastano la forza fisica, l’allenamento, la corporatura. Tutto il necessario sta nella testa, lì dove i pensieri si affollano e il coraggio prende vita.
Forse i protagonisti del “Keeper Day” organizzato dall’Era calcio ancora non si sono posti questi problemi. La loro giovane età è sinonimo di spensieratezza: quello che conta è divertirsi. E a giudicare da come si muovono sul campo lo stanno facendo. L’occasione è di quelle che capitano una volta sola nella vita, poiché a dare ordini e consigli ai giovani portieri della Valdera c’è Mario Quaglieri, preparatore del settore giovanile della Lazio. L’Era calcio ha scelto di invitarlo per una giornata interamente dedicata ai piccoli numeri uno. Ad affiancare Quaglieri c’è il collega Claudio Biscioni dell’Era calcio.
La coppia di allenatori alle 15 in punto comincia a posizionare il materiale per la seduta che inizierà a breve. Alla spicciolata dagli spogliatoi escono i baby portieri. Hanno dagli 8 ai 16 anni, ma quello che li accomuna è la passione per il calcio e soprattutto per il ruolo, come lo definiscono loro stessi, “più bello del mondo”. Un po’ d’acqua sulla testa per combattere il caldo e via: inizia il divertimento.
Quaglieri e Biscioni comandano il riscaldamento e i ragazzi eseguono passo dopo passo le istruzioni. Il termometro segna 32 gradi, pazienza: la voglia di giocare ha la meglio sulla sensazione di afa che serpeggia tra i fili dell’erba del campo sportivo “Bachi” di Pontedera. Sgranchite gambe e braccia è il momento dell’approccio con il pallone. Uscite, parate, tuffi. L’esercito di aspiranti Buffon non si fa mancare niente e procede nell’allenamento senza battere ciglio. Finalmente arriva la pausa per lo stretching e Mario Quaglieri abbandona il campo per pochi minuti. «Abbiamo cominciato in mattinata, poi i ragazzi hanno pranzato e ora la sessione pomeridiana. Sta venendo fuori una giornata fantastica, sono soddisfatto dell’impegno che stanno dimostrando i giovani protagonisti del “Keeper Day”».
L’istruttore biancoceleste torna immediatamente dai suoi allievi, ma a bordo campo resta il presidente dell’Era calcio, Gabriele Turini: «L’iniziativa è riuscita bene. Per noi era la prima volta e non sapevamo come avrebbero risposto i bambini. La partecipazione no,nostante il caldo, è stata addirittura superiore alle aspettative. Siamo contenti e speriamo di poter ripetere il “Keeper Day”».
Passano i minuti e il ritmo degli esercizi aumenta. Nel silenzio del centro sportivo si sente solo il rumore sordo del pallone che sbatte sui guantoni dei baby portieri. Il vicepresidente dell’Era calcio, Manrico Barani, chiude «ringraziando Mario Quaglieri che si è reso disponibile per la manifestazione. L’amore per lo sport che hanno questi bambini deve essere d’esempio anche per gli adulti».
Tommaso Silvi
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