Sicurezza
Cherillo, portafortuna per le promozioni
Segna il pari che permette alla squadra di Alvini di approdare alla C Unica. Aveva vinto anche con Treviso e Pontedera
SANTA CROCE SULL’ARNO. Ci sono partite destinate a rimanere nella storia. Vittorie impossibili, grandi rimonte, ma anche sconfitte brucianti o rigori da incubo. Se il calcio fosse un libro i capitoli sarebbero infiniti. Ogni giorno nel mondo qualche squadra compie la sua impresa personale. Tra queste c’è senza dubbio la favola del Tuttocuoio, formazione che rappresenta una realtà di 9.000 anime. Ieri i “verdi”, come li chiamano i tifosi, si sono guadagnati l’accesso alla terza serie dal calcio nazionale. Ciò che rende unica qualsiasi cosa però è il dettaglio. La sfumatura che è garanzia di rarità. E nel successo della truppa di mister Massimiliano Alvini di sfumature ce ne sono tante: tutte legate a un solo protagonista. Il match winner: Antonio Cherillo.
È sua la zampata che al 66’ fa esplodere il “Libero Masini” e proietta il Tuttocuoio in paradiso. Una rete che pesa come un macigno. E che vale una stagione. Se poi si va curiosare nella storia del centravanti classe 1992 si scoprono un sacco di particolari. Anzi, di sfumature. All’apparenza il curriculum dice tre promozioni in tre anni con le maglie di Treviso, Pontedera e quindi Tuttocuoio. Gli almanacchi però parlano chiaro: poche presenze e nessuna rete nelle prime due avventure. Antonio è un portafortuna, ma non riesce ad incidere. Anche con l’Arzanese Cherillo parte dalla panchina. Numero 17. Alla faccia del portafortuna. I “verdi” intanto perdono 1-0, frutto di un colpo di testa del biancoazzurro Polverino dopo 15’. La temperatura supera i 30 gradi e il Tuttocuoio non si spinge oltre la propria metà campo. Dalla panchina Ceccomori (vice di Alvini, squalificato) prova a rinfrescare il pomeriggio infernale dei neroverdi, inserendo subito Antonio Cherillo al rientro dall’intervallo. Passano i minuti. I padroni di casa spingono forte, ma Fiory dall’altra parte sembra avere sette braccia e non fa passare niente. Il numero 17 si butta negli spazi e invita i compagni a servirlo. Niente da fare. La palla non ne vuole sapere di entrare.
Fino a al 66. Dalla bandierina parte un cross indirizzato sul secondo palo, l’esperto Colombini, di testa, rimette nell’area piccola a pochi passi dalla porta. Dalla mischia spunta una gamba più rapida delle altre e colpisce la sfera gonfiando la rete. È proprio Cherillo. Il talismano mai protagonista ha svestito i panni del giovane promettente ed è diventato grande. Lo stadio impazzisce, Antonio si toglie la maglia e corre verso la sua famiglia in tribuna. I compagni lo sommergono di abbracci. Le attenzioni sono tutte sul 17 dei “verdi”.
Nel finale il fortino di Bacci respinge gli attacchi avversari e dopo cinque interminabili minuti di recupero Sacchi di Macerata fischia tre volte. Il Tuttocuoio resta in Legapro. L’Arzanese invece sprofonda in serie D. «Quando ho visto il pallone in rete non ho capito più niente. Meritavamo la C unica». Antonio è ricoperto di spumante, ha gli occhi sbarrati dall’emozione, ma torna lucido quando parla delle sue difficoltà stagionali: «Da dicembre a febbraio non ho mai giocato per infortunio. Devo tutto alla società che mi ha dato fiducia. Il gol lo dedico alla mia famiglia che è sempre venuta a vedermi, anche quando non giocavo». Terza promozione consecutiva. La prima da protagonista. Che estate sarà quella di Cherillo? «Fantastica. Non vedo l’ora di andare in vacanza e staccare la spina. Ora scusa ma torno a fare festa».
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