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Il “nostro Ferguson” saluta il colle etrusco e riparte da Cascina

Il “nostro Ferguson” saluta il colle etrusco e riparte da Cascina

Piero Lombardi lascia l’Alabastri dopo 18 anni di panchina «Lì facevo tutto, ora invece collaboro con Graziano Pardini»

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CASCINA. Qualcuno tra i colleghi lo chiama scherzando “il Ferguson della Valdera”. In effetti il paragone con l’allenatore storico del Manchester United (26 anni sulla panchina dei Reds) calza a pennello per Piero Lombardi. La sua è una storia d’amore di 18 anni con i colori biancorossi dell’Alabastri Volterra. Ma è risaputo: tutte le cose prima o poi finiscono. L’importante è cogliere l’attimo giusto per uscire di scena senza far brutta figura.

Lombardi ha scelto di mettere un punto alla sua favola con la squadra etrusca al termine di un campionato di Promozione concluso in 6ª posizione. Il suo non è stato un divorzio. Anzi. A Volterra il tecnico ponsacchino lascia tanti amici e un sacco di bei ricordi.

La carriera di Piero Lombardi aveva bisogno di una scossa. Di nuove motivazioni. È bastato mettersi sulla piazza che l’offerta giusta è subito arrivata. L’ex allenatore dell’Alabastri guiderà il Cascina. Stessa categoria ma ambiente totalmente diverso.

A spiegare le differenze è lo stesso neomister nerazzurro: «A Volterra operavo in maniera differente. Sceglievo i giocatori, li contattavo e mi creavo la squadra. Qui c’è Graziano Pardini che è un ottimo direttore sportivo. Lavoriamo insieme, cercando di assemblare un gruppo competitivo, tenendo d’occhio il budget».

Lombardi è abituato a trattare con cura il portafoglio. Anche a Volterra le disponibilità economiche erano limitate. Soprattutto negli ultimi tempi. «Con l’avvento della crisi le ristrettezze erano diventate rilevanti. Trovare giocatori era sempre più difficile perché non si raggiunge Volterra con facilità. La benzina è cara, i ragazzi studiano e quindi devono centellinare le ore pomeridiane. Era giusto che la mia avventura finisse. Si è chiuso un ciclo».

Mentre analizza le cause dell’addio, Piero Lombardi torna con la mente ad alcune delle domeniche più belle sulla panchina di quella che un tempo si chiamava “la Volterrana”: «Dopo pochi anni dal mio arrivo vincemmo uno spareggio allo stadio di Livorno contro il Grosseto e approdammo in Eccellenza. Quella giornata non me la scorderò mai. Fu un’emozione straordinaria». 18 anni non si dimenticano facilmente ma ora è il momento di voltare pagina.

Le parole del presidente dell’Alabastri Volterra Filippo Trisciani valgono più di mille trofei: «Piero è stato un grande allenatore ma soprattutto un grande uomo. A lui auguriamo un proseguo di carriera ricco di successi».

Tommaso Silvi

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