Lutto
Un coro: rum e Pera così il fantasista diventa subito idolo
In granata lo ha portato il direttore generale Giovannini È la spalla ideale della coppia d’attacco Grassi-Arrighini
PONTEDERA. Rum e pera. Lo cantano a squarciagola i tifosi del Pontedera al termine della partita. Al centro delle loro attenzioni non c’è lo “shot” drink tipico di pub e discoteche, ma un altro mix, non di sapori ma di emozioni. Quelle che ha saputo regalare il numero 7 granata Manuel Pera nella partita contro l’Ascoli. E pensare che fino a sette anni fa le sue magie restavano confinate nei campi di Prima Categoria, dove giocava con la maglia del Barga. Poi l’intuito di Paolo Giovannini, allora diesse della Lucchese, fece il resto, consegnando il fantasista classe’84 ai palcoscenici più importanti del calcio nazionale. A gennaio il binomio Giovannini-Pera si è ricomposto grazie ad un’operazione di mercato portata avanti in gran segreto, al termine della quale il Poggibonsi ha ceduto alle avances del Pontedera ed ha concesso il via libera a Manuel. L’avventura alla corte di Paolo Indiani non inizia nel migliore dei modi, tra infortuni e spezzoni di partita non proprio entusiasmanti, ma la svolta è dietro l’angolo. Contro l’Ascoli il tecnico di Certaldo decide di cambiare modulo e opta per un 4-3-1-2 del tutto inedito. Grassi fa il rifinitore e la davanti, insieme ad Arrighini, c’è proprio Manuel Pera. Passano i minuti ed i granata diventano assoluti padroni dal campo, manovrando bene e cercando spesso la verticalizzazione per gli attaccanti. Il pubblico applaude e si diverte, anche se il gol non arriva. Il numero sette intanto corre in lungo e in largo cercando più volte lo spunto personale. La dea bendata allora entra in campo e decide di sorridere proprio all’ex centravanti del Barga: Grassi scaglia verso la porta con il sinistro al 22’ trovando la respinta di Pazzagli; sul pallone si avventa Pera, che spedisce in rete e brinda al suo primo gol casalingo con la maglia del Pontedera. La sua domenica di consacrazione però è solo all’inizio. Pastore, Arrighini e Grassi nel frattempo fissano il parziale sul 4-0, demolendo caratterialmente la truppa del tecnico Flavio Destro. A questo punto si attende solo il fischio finale, da una parte per acquisire la certezza dei tre punti, dall’altra per mettere fine ad una prestazione disastrosa. Di tempo però c’e n’è ancora molto, per lo meno quello necessario a trasformare da “positiva” a “memorabile” la partita di Manuel Pera. Il cronometro segna il 67’ e Arrighini si invola sulla destra, cercando un compagno in area di rigore. Il cross rasoterra raggiunge il numero 7 posizionato sul primo palo sotto la stretta marcatura di un avversario. Colpo di tacco e rete. Esplodono i tifosi, si alza in piedi tutta la tribuna. La magia di Pera vale il prezzo del biglietto. Ma come si fa a pensare un gesto del genere? A spiegarlo è l’autore stesso al termine della partita: «Era l’unico modo per segnare. Il difensore mi impediva di calciare verso la porta, quindi ho provato ad aggirarlo con un colpo di tacco. È andata bene, al di la delle reti sono felicissimo per come ho giocato». Alla richiesta di un commento sul cambio di modulo Pera tira fuori tutta la sua genuinità: «Ha fatto bene il mister, speriamo che si ripeta ancora almeno ho più chance di giocare. Grassi e Arrighini sono fortissimi ed è difficile rubargli il posto. In questo modo non solo possiamo partire titolari tutti e tre, ma io riesco ad inserirmi meglio dall’esterno verso l’interno, svolgendo il ruolo che più si addice alle mie caratteristiche». Infine, un pensiero va anche agli eventuali play-off: «Vogliamo regalare un sogno alla città e ai tifosi. Ce la metteremo tutta fino alla fine, siamo sulla buona strada».
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