Lutto
Il sogno di Alì Ndiaye dura appena dieci minuti
Alla 4ª ripresa il pugile pontederese si ferma e diventa bersaglio dell’avversario L’arbitro costretto a sospendere il match e a decretare la vittoria di Rebrasse
PONTEDERA. Dieci minuti e 27 secondi. Tanto è durato il sogno di Alì Ndiaye. Tanto è durata la festa al Palazzetto dello sport di Pontedera. Dopo un minuto e 27 secondi della quarta ripresa le mani della comunità senegalese hanno smesso di battere sui tamburi per incoraggiare il proprio beniamino. I colpi del francese Christopher Rebrasse hanno spento l’entusiasmo della città. Il titolo di campione europeo dei pesi supermedi vola quindi a Levallois, piccolo comune di 64.000 abitanti a nord-ovest di Parigi, città natale di Rebrasse. Sul ring non c’è stata storia, tra un pugile che ha scelto di partire a spron battuto e un altro che invece ha optato per l’attesa, prima di scatenarsi e guadagnarsi la gloria con un Ko tecnico. Il campo di battaglia è sempre vuoto, ma l’attesa sugli spalti è già tanta, e si trasforma in un silenzio tombale rotto solo dagli scatenatissimi tifosi di Alì a suon di canti e incitamenti. Inizia la prima ripresa e il pugile naturalizzato pontederese mostra buoni segnali, cercando di colpire l’avversario e costringerlo alle corde. Ogni colpo di Mouhamed Alì Ndiaye è accompagnato da un vero e proprio boato dei presenti, quasi a voler scacciare via con la voce la paura che qualcosa possa andare storto. Poi i successivi tre minuti, in cui Rebrasse comincia a dar segni di vita, andando a segno più volte sul volto del padrone di casa. Ne viene fuori una lotta serrata, scandita dal rumore dei guantoni che impattano sulla pelle. Nella terza ripresa arrivano le prime avvisaglie di disfatta per Alì, sempre più in balia dell’avversario e a tratti quasi spaesato dalla rapidità di esecuzione del 26enne francese numero 9 nel ranking Wbc. Lo staff transalpino intanto sente l’odore della vittoria e manda un ordine chiaro sul ring: “Forza Cristopher, non mollare”. Dopo meno di mezz’ora si è già al quarto atto della sfida. Rebrasse alza il ritmo e si getta alla caccia del successo, che diventa ufficiale dopo 87 secondi, in seguito ad una raffica di montanti che costringono l’arbitro Howard Foster ad allontanare il senegalese decretando la fine del match. Il verdetto annunciato dagli altoparlanti pochi istanti dopo è quello che tutti si aspettano: vittoria a Rebrasse per Ko tecnico. Alì esce di scena e divide in due il pubblico, tra chi lo applaude e chi si lamenta per una prestazione troppo al di sotto delle aspettative. Il commento di Renzo Ciangherotti, del comitato cittadino “Con Alì verso il mondiale”, finito l’incontro è la fotografia dell’atmosfera che si respira a bordo ring: «Alì ha avuto troppa voglia di vincere, spendendo tutte le energia nelle prime riprese. Complimenti a Christopher Rebrasse, che si è meritato il titolo. È un peccato concludere la serata così, ci aspettavamo un finale diverso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
