Gioco
Nelle ultime 5 partite 5 punti del Tuttocuoio negli ultimi minuti
PONTE A EGOLA. Si chiama zona Cesarini, con riferimento al calciatore della Juventus e della nazionale degli anni Trenta che faceva gol sempre negli ultimi minuti. Questa fase della gara che va dall'...
PONTE A EGOLA. Si chiama zona Cesarini, con riferimento al calciatore della Juventus e della nazionale degli anni Trenta che faceva gol sempre negli ultimi minuti. Questa fase della gara che va dall'85' ai minuti di recupero la potremo chiamare zona Tuttocuoio. Nelle ultime 5 partite i neroverdi hanno conquistato 5 punti proprio nel recupero. Sul campo dell'Arzanese, Balde pareggiò al 94', ad Aversa Normanna segnò Ferrari al 91' e domenica è stato capitan Falivena a dare la vittoria al Tuttocuoio al 94'.
Se estendiamo la statistica a tutto il campionato i neroverdi per 6 volte hanno segnato in quei minuti, per 8 punti conquistati. Mentre altre volte hanno subìto gol (in novembre e dicembre, ha perso 5, con Ischia, Gavorrano e Aprilia. Il saldo rimane di tre punti conquistati oltre il 90'.
L'ultimo gol, domenica, è di Roberto Falivena: «Non c’è una spiegazione – dice – forse perché ci proviamo fino in fondo. A nostro demerito ci può essere che il massimo sforzo per vincere o pareggiare le partite lo facciamo negli ultimi minuti. Ma a nostro merito c'è che non molliamo mai». Un altra chiave di lettura sta nel fatto che i neroverdi sono il 2° miglior attacco del girone B di Seconda Divisione con 35 reti (una media di 1.25 a partita) pur non avendo un vero e proprio bomber: in rete con ben 13 calciatori diversi anche perché gli schemi offensivi con palla inattiva sono curati in maniera meticolosa. «NOn avere un vero e proprio bomber – prosegue Falivena – non è assolutamente un problema; l'importante è trovare il gol. Ferrari in questo momento non riesce a trovare la via della rete, ma lavora tantissimo per la squadra. E' un punto di riferimento importante».
La vittoria sul Chieti ha permesso ai neroverdi di tornare in zona playoff raggiungendo gli stessi teatini.
Stefano Scarpetti
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