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Pontedera

«Più “D” così non si può» Ed esplode la festa

«Più “D” così non si può» Ed esplode la festa

Tra classici gavettoni e sfottò ai cugini granata, Ponsacco corona la stagione-record col ritorno ai vertici del calcio

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PONSACCO. «Oggi in D e non finisce qui», firmato: I bimbi, quelli che compongono il settore giovanile del Ponsacco che ieri hanno esposto lo striscione più significativo della festa rossoblù nel giorno del ritorno nella massima serie del calcio dilettantistico, a 3 anni dalla ripartenza avvenuta dalla Terza categoria. Quei tempi sembrano lontani anni luce, ma ripensandoci è proprio grazie alle 83 partite con appena 19 pareggi e poi tutte vittorie, ottenute nelle ultime tre stagioni, che oggi i ponsacchini hanno un vero gioiello da lustrare, accarezzare e mostrare al mondo. Clima da grande impresa fin da subito col pubblico delle grandi occasioni. Circa mille gli sportivi accorsi al comunale di viale della Rimembranza con un tifo da serie C e il nome del Pontedera sempre in bocca ai supporters rossoblù. Ovviamente niente parole di miele per i granata, ma la rivalità tra i due campanili è come andare in bicicletta, non si scorda mai.

L'obiettivo della dirigenza è quello di ridare il grande calcio a una piazza che ha fame di eventi da ricordare, come sottolinea il tecnico Giacomo Lazzini prima di essere sommerso dai gavettoni dei suoi giocatori: «Difficile trovare un amore e un affetto più grandi di quello che nutrono i ponsacchini per la loro squadra. Conquistare la promozione era importante per ringraziare il pubblico». Parole dette in mezzo al popolo ponsacchino che, al triplice fischio dell'arbitro, dopo il 3-0 sulla Larcianese con cui il Ponsacco ha conquistato il campionato di Eccellenza con tre giornate di anticipo, ha invaso il terreno di gioco per una festa piena, completa, con i giocatori abbracciati uno per uno. Con le magliette dei dirigenti con su scritto “Più D così non si può" e lo striscione esposto dagli stessi giocatori "la Dedichiamo a voi" per ringraziare proprio i tifosi. Sorrisi e strette di mano, pacche sulle spalle e una grande lettera "d" in polistirolo accanto alla quale un po' tutti hanno voluto farsi fotografare in piena moda "selfie", come se fosse un monumento di una città famosa. Una gioia incontenibile che ha visto anche il presidente, Massimo Donati, finire sotto la doccia del post vittoria. «Abbiamo fatto una cavalcata eccezionale - dice - grazie alla squadra che ha saputo dominare il campionato, ma anche grazie al pubblico che ci ha contagiati con grande entusiasmo. Ora festeggiamo, ma pensiamo anche all'appuntamento di Coppa. Vogliamo mettere la ciliegina sulla torta di una stagione esaltante». La squadra, dopo la festa al comunale, si è ritrovata al bar Eden per un brindisi soft (""Macché sbornia, dobbiamo giocare la coppa"", spiega Lazzini), aspettando di ritrovarsi ad aprile allo stadio per la festa finale, come annunciato da Matteo Giusti che, insieme a Filippo Ferretti, ricopre la carica di vice presidente.

Andreas Quirici

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