Il Tirreno

Pontedera

«Il rigore poteva rovinarci la giornata»

«Il rigore poteva rovinarci la giornata»

La freddezza di Cappellini, 20 anni da compiere, che neutralizza il penalty

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PONSACCO. Cori dei tifosi, pacche sulle spalle e i consueti gavettoni all’interno dello spogliatoio. Finisce così la domenica del Ponsacco, nel giorno in cui la città dei mobilieri torna ad assaporare il palcoscenico del calcio nazionale. Le tre reti rifilate alla Larcianese valgono la serie D, anche se per un momento la festa rossoblù ha rischiato di trasformarsi in una cocente delusione. Succede tutto allo scadere della prima frazione di gioco, quando Cappellini esce per anticipare l’attaccante ospite Landolina e lo travolge, inducendo l’arbitro a decretare il calcio di rigore. Gli uomini di Lazzini sono in vantaggio per 1-0, ma subire la rete del pari pochi secondi prima della pausa rappresenterebbe una pesante mazzata psicologica. L’estremo difensore classe 1995 lo sa bene, e si posiziona sulla linea di porta in attesa della rincorsa dell’avversario. «In quel momento cercavo di guardare tutti i minimi dettagli per capire dove avrebbe calciato. Poi ho scelto una parte e mi sono tuffato, riuscendo ad intercettare il pallone e a parare il rigore». Sugli spalti il tifo ponsacchino diventa incessante, quasi rivitalizzato dal miracolo di Cappellini. Venti anni ancora da compiere e già un campionato di Eccellenza vinto da protagonista, dopo una lunga trafila nelle giovanili del Livorno. «Non avevo mai giocato con i grandi, la differenza dal campionato Primavera è notevole. Bisogna stare concentrati per tutti i novanta minuti, altrimenti si rischia di fare delle brutte figure». Davanti a lui può contare sulla coppia centrale Fiale-Barsotti, due che il mondo del calcio lo conoscono bene. «Credo che il nostro segreto stia proprio nell’unità dello spogliatoio. I più esperti sono sempre pronti a dare consigli ai giovani. Mi sono trovato benissimo in questa squadra, siamo un grande gruppo». I festeggiamenti intanto continuano alle spalle di Cappellini, che comunque trova il tempo di esprimere un desiderio: «Se mi dovessero confermare anche in serie D sarei contentissimo. Purtroppo non dipende da me e non so cosa deciderà la società, ma per il blasone di questa piazza e l’affetto dei tifosi non ci penserei nemmeno un secondo». Prima però c’è da onorare al meglio il cammino in Coppa Italia. Mercoledì c’è l’andata della semifinale contro l’Arzignano. «La Coppa è un nostro obiettivo e ce la metteremo tutta. Sarebbe bellissimo vincerla». Quindi una dedica per la vittoria del campionato al suo compagno Marco Giambruno, infortunatosi all’occhio e costretto a terminare la stagione: «Voglio dedicare a lui la promozione. È stato sfortunato, gli auguro di riprendersi al più presto». Un pensiero però va anche a mamma e papà: «Mi seguono sempre e hanno fatto tanti sacrifici per me. Sono loro la mia vera forza».

Tommaso Silvi

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