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Sagan e Cavendish? No, Matteo Pelucchi

Sagan e Cavendish? No, Matteo Pelucchi

Ti aspetti Sagan, invece no. Allora Cavendish? Neppure. È apparso un po’ appesantito, il britannico, anche se conserva la maglia blu di leader della Tirreno-Adriatico al termine della seconda tappa...

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Ti aspetti Sagan, invece no. Allora Cavendish? Neppure. È apparso un po’ appesantito, il britannico, anche se conserva la maglia blu di leader della Tirreno-Adriatico al termine della seconda tappa dove non va oltre la 17ª posizione allo sprint. Allora toccherà a Kittel la vittoria? Niente. Fuori dai giochi ai -2 km (cimiteri di Fornacette) per una caduta: batte la spalla e poi sbatte la sua bici per terra dalla rabbia. Il popolo del pedale, negli ultimi 700 metri ritma i colpi di pedivella, sempre più rapidi e potenti, con le mani sui cartelloni pubblicitari. Anche questo è tifo. Appassionato e non offensivo... Ed ecco la sorpresa: Matteo Pelucchi risale potente ma leggero “pilotato” da Haussler. Si beve tutti gli altri tanto da avere il tempo di alzare le mani sulla fettuccia dell’arrivo. È giovane, proviene dalla pista che, come sanno gli addetti, forma davvero muscoli e cervello. È il corridore della Iam cycling ad aggiudicarsi la “battaglia di Cascina”. Ma in questo caso fiorentini e pisani non c’entrano come nel 1364. Pelucchi ha i suoi compagni intorno. Tracanna una bibita fresca: fa caldo. E i cascinesi quasi lo annusano, intriso di sudore e felicità. «Ci siamo comportati - dice - da grande squadra. Non mi aspettavo di vincere, fossi giunto nei primi 5 ero felice. È la quinta vittoria, la più importante da quando sono prof dal 2011». Ha 24 anni. Mario Cipollini, che di volate qualcosa ne capisce, si complimenta in diretta tv per come il “ragazzo” ha sprintato su Arnaud Demare e Andrè Greipel. Sagan è solo quinto, dopo 3 ore e 56’ di corsa.

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