Il Tirreno

Pontedera

Per Arrighini le sirene di mezza Italia

di Tommaso Silvi
Per Arrighini le sirene di mezza Italia

Il gioiello granata fa gola a tantissimi club. «Sarebbe bello giocare in serie A, ma per ora penso solo a questa maglia»

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PONTEDERA. I suoi gol stanno facendo sognare un'intera città dopo venti anni di assenza dal professionismo. Disputare i playoff per la serie B sarebbe un risultato storico per il Pontedera, e gran parte del destino granata passa proprio dai suoi piedi. Il gioiellino alla corte di mister Paolo Indiani si chiama Andrea Arrighini. Su di lui si stanno muovendo i club di tutta Italia, anche se la metà del suo cartellino è già stata acquistata dalla Reggina. Dodici centri stagionali e tanti rigori procurati parlano per lui, ma guai a montarsi la testa. «Il sogno di ogni calciatore è quello di giocare in serie A. La prossima stagione potrebbe rappresentare una bella occasione per mettermi in mostra, ma al momento penso solo al Pontedera e a togliermi più soddisfazioni possibili con questa maglia». Parla con la tranquillità di un veterano Arrighini, alla sesta stagione in riva all'Era, dove sbarcò giovanissimo ai tempi della serie D. Nella sua carriera ne ha viste davvero di tutti i colori, a cominciare dalla prima esperienza con la prima squadra, nella stagione 2008-2009. «Nelle prime sei partite arrivarono sei sconfitte. Il clima era molto teso, con la società che non ci sosteneva e gli ultras infuriati per la mancanza di risultati. Riuscimmo a salvarci, ma fu un'annata piena di difficoltà». Passata la tempesta però, sono arrivati gli anni dei successi, quelli che hanno riconsegnato il Pontedera al calcio che conta: «Il doppio salto dalla serie D alla Prima Divisione è stata un'emozione unica. Sono momenti che restano impressi nella mente, non me li scorderò mai». Da qualche sprazzo di partita in serie D alla consacrazione in Lega Pro, la storia del bomber classe 1990 è di quelle che farebbero innamorare i più grandi registi hollywoodiani. La morale quindi, è abbastanza esplicita: «Non mollare mai, continuando sempre ad allenarsi al massimo per migliorarsi. Ci sono state stagioni in cui giocavo solo nei minuti finali, senza poter mai dare il mio contributo dall'inizio. Il mio motto è “la ruota gira per tutti”, e dopo averlo provato sulla mia pelle ne sono ancora più convinto». E chissà che la ruota non giri nella direzione giusta anche per il suo Pontedera, che continua a sperare in un posto agli spareggi per la serie B: «Ci crediamo e siamo fiduciosi. Questo gruppo ha già dimostrato di saper compiere imprese impossibili. Abbiamo ancora voglia di stupire».

Domani sarà pausa in campionato, poi il Catanzaro al "Mannucci" (9 marzo), per un vero e proprio scontro diretto in chiave playoff. «È una partita importantissima, che potrebbe proiettarci nell'alta classifica. Mi auguro che la città capisca l'importanza dell'appuntamento e venga allo stadio a sostenerci. Contro il Frosinone abbiamo vinto anche grazie al tifo della gradinata e della tribuna».

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