Attenzione
«Stavolta al Penelope c’erano loro»
Il direttore generale Giovannini “si vendica” dopo le prese in giro dell’andata
PONTEDERA. La vittoria del Pontedera profuma d’impresa. Sotto di un gol, con un uomo in meno per 85’ e tanti episodi (arbitrali) a sfavore, i granata hanno ribaltato una situazione che si era fatta drammatica. Proprio contro l’avversario più difficile. Quel Frosinone che comanda la classifica e che all’andata aveva umiliato la squadra di Indiani con una sconfitta mastodontica. Un 5-0 che non ammetteva replica. Ma ora le repliche possono permettersele eccome i granata.
La vendetta è consumata, e non solo sul piano del gioco, dove Caponi e compagni si sono dimostrati superiori alla capolista. Ma anche fuori dal campo. Perché quel 20 ottobre in tanti avevano ironizzato sulla scappatella dei giocatori al night club Penelope. Anche gli stessi avversari, che dopo la manita del “Matusa” non avevano perso occasione per prendere in giro gli sconfitti sulle “prestazioni” fuori dal rettangolo di gioco. Dopo 4 mesi il tavolo si è rovesciato. E il 2-1 arrivato in rimonta con la doppietta di Arrighini fa cambiare musica anche nel dopo gara. Dove il bersaglio delle frecciatine diventano proprio i giocatori del Frosinone.
«Nessuna vendetta dopo questa vittoria – dice il direttore generale Paolo Giovannini – ma visto che all’andata gli avversari ci presero in giro per il fatto del Penelope mi chiedo se stavolta non ci siano andati loro, era anche vicino alla sede del loro ritiro. Il dubbio è legittimo, vista la pochezza dimostrata dal Frosinone: hanno giocato con un uomo in più per tutta la partita e non sono riusciti a farci niente. Non ci scordiamo che ride bene chi ride ultimo». Parole graffianti, che arrivano dirette. D’altra parte anche in campo non è mancato l’agonismo, che gli errori arbitrali hanno contribuito a esasperare. Dopo l’espulsione di Di Noia e la serie di cartellini gialli rifilati ai granata (mentre i falli del Frosinone non venivano sanzionati) la tribuna ha iniziato a perdere la pazienza. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata dopo il rigore assegnato ai ciociari. Un contrasto dubbio tra Vettori e Daniel Ciofani. A quel punto i dirigenti granata non ci hanno visto più. Si sono alzati e hanno lasciato la tribuna centrale, continuando a seguire la partita in piedi dalla scala d’ingresso del settore. «È stata una protesta di massa per un arbitraggio scandaloso – spiega il presidente Gianfranco Donnini –. L’arbitro ha fatto troppi errori, inutile che poi abbia cominciato ad ammonire quelli del Frosinone alla fine. Con l’espulsione di Di Noia dopo 10’ e tante altre decisioni a sfavore ha condizionato la partita. Ma oggi siamo stati più forti e abbiamo lottato contro tutto e tutti. La squadra ha dato il 150%».
Lorenzo Lazzerini
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