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Forcoli: un declino annunciato «Basta, è meglio retrocedere»

di Tommaso Silvi e Andreas Quirici
Forcoli: un declino annunciato «Basta, è meglio retrocedere»

L’ultimo posto in serie D e nessuna vittoria dopo 23 giornate è indice di una situazione insostenibile I tifosi hanno perso l’affezione dei tempi di Miss Cicciona e dei presidenti che investivano sulla piazza

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FORCOLI. Una partita a carte, un caffè e chiacchiere tra amici. Ora però ad animare i pomeriggi al circolo Nuova Primavera di Forcoli non c’è più la squadra di calcio del paese. Nessuno ne parla, quasi come se il calcio nel piccolo borgo dell’Alta Valdera sia sparito. Di colpo.

Per capire i motivi della disaffezione forcolese basta dare un’occhiata alla classifica del girone D di serie D: Forcoli ultimo con zero vittorie, 19 ko e solo 4 pari. Un disastro. Ma c’è dell’altro dietro al distacco degli appassionati dalla squadra che in questa stagione festeggia il decimo anno consecutivo in serie D. Proviamo a capire perché, nell’anno in cui la gestione della società è tornata completamente nelle mani dei forcolesi, le cose vanno così male.

Quando le vacche erano grasse. Una scena che la dice lunga sul clima attorno al Brunner è quella di un gruppo di sportivi al bar della Nuova Primavera. Alla richiesta di un parere sulle vicende calcistiche e societarie dell’Us Forcoli negli ultimi anni, in molti si alzano. Chi resta mette le mani avanti: «Del Forcoli non ne vogliamo parlare». Ma poi qualcosa concedono.

E i commenti sono tutt’altro che positivi. «Quando c’erano soldi a disposizione era facile comprare giocatori e primeggiare. Qualcuno aveva messo in guardia i dirigenti, dicendo di contenere le spese. Ma hanno fatto di testa loro, e la crisi se li sta mangiando insieme alla gloria del Forcoli». Si punta il dito quindi verso la società, responsabile secondo i fedelissimi, di aver gestito male il denaro, per una realtà come la frazione di Palaia, per allestire la squadra negli anni.

Finché la società era amministrata in maniera “familiare”, intesa come “la grande famiglia di Forcoli”, la squadra aveva ottenuto al massimo la promozione nel campionato di Eccellenza.

I tempi di Miss Cicciona. Erano gli anni delle feste di Capodanno, delle due sottoscrizioni annuali in paese e di Miss Cicciona nel pieno splendore. «La manifestazione era molto importante per le casse della società – racconta il barbiere del paese, Gianfranco Lazzereschi – . È stato un periodo splendido, in cui tutti i forcolesi davano una mano». Poi sono arrivati i soldi veri, ma portati da personaggi esterni al paese. Marco Consoloni (nella foto piccola) è stato il primo, anche se non può essere considerato un vero e proprio “straniero”, visti i suoi forti legami con gli abitanti. Ma il suo avvento ha segnato la fine di un’era e aperto le porte al miracolo con la promozione in serie D e tante stagioni da applausi.

L’ingresso di Walter Tommasi in società ha inaugurato il filone della “piazza calcistica su cui investire”, ma la caduta dell’immobiliarista lucchese ha lanciato i primi campanelli di allarme. Il suo successore, Adamo Puccini, ha comunque allestito una squadra che ha ottenuto la salvezza all’ultimo tuffo (ai playout dell’anno scorso). Uscito di scena lui, le sorti degli amaranto sono tornate in mano al paese.

«Con le sole forze del paese non può reggere il livello della serie D – dice Carlo “Barabba” Poggianti, proprio mentre si trova sulla poltrona di Lazzereschi per il consueto barba e capelli –. Ci ha penalizzato molto anche il fatto di dovere giocare a Capannoli e non al Brunner. Qualche rigore in più ce l'avrebbero dato e molti sportivi avrebbero continuato a seguire la squadra».

L'impegno di dirigenti e volontari è lo stesso di sempre ed è encomiabile. Ma i risultati sono deludenti.

«Meglio la retrocessione». Il clima attorno al pallone amaranto non è dei migliori. Al bar della Nuova Primavera c’è chi da tempo spera nella retrocessione, «come unico modo per evitare la sparizione dal mondo del calcio. La scorsa stagione ci siamo salvati a 5 minuti dal termine dell’ultima partita. In molti esultavano, ma qualcuno sapeva già a cosa stavamo andando incontro».

Lo sfogo è quello da tifosi veraci, gli stessi che poco dopo esternano anche tutto il loro dispiacere nel vedere il Forcoli in fondo alla classifica: «Fino a qualche anno fa seguivo la squadra anche in trasferta. Poi mi sono accorto che qualcosa stava cambiando. E allora ho deciso di fare altro la domenica. Nonostante tutto, oggi, quando leggo il giornale e vedo la classifica mi piange il cuore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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