Attenzione
Tuttocuoio, l’eccezione che fa scalpore
Il diesse Stefano Costa: «Il tecnico fa parte del progetto, di esoneri non se ne parla»
PONTE A EGOLA. La vittoria di domenica del Tuttocuoio sul campo del Melfi ha permesso ai neroverdi di trovare spazio nei siti specializzati a carattere nazionale. Il motivo? La società neroverde, al contrario di quello che accade in altre società dove si cambia allenatore e molti giocatori, non ha mai messo in discussione il proprio tecnico.
«Non dobbiamo pensare che con la vittoria di domenica abbiamo risolto tutti i nostri problemi – afferma il direttore sportivo Stefano Costa – la nave non è in porto ma ci attendono 14 partite che per noi saranno 14 finali».
Come detto, a Ponte a Egola c'è una filosofia diversa rispetto ad altre piazze; qui esiste il gruppo, la fiducia reciproca e un progetto che non viene incrinato dai risultati negativi. Sia pur in serie. «Io penso che quando un direttore sportivo licenzia un allenatore – prosegue Costa – in un certo senso ammette di aver fallito perché con l'allenatore è stato condiviso un percorso. Qui il tecnico non si manda via perché con lui si condivide un percorso: la squadra ha avuto una flessione naturale ma ha sempre giocato buone partite. Qui l'allenatore non si esonera: i giocatori lo sanno, sia quelli nuovi che quelli che erano con noi anche nella scorsa stagione. Io ritengo che quando ci sono i momenti di difficoltà, bisogna mantenere la calma rimanere coerenti e lucidi».
C'è una similitudine in questo senso; la stagione 2011-12 quando i neroverdi erano in D e alcuni davano la colpa al tecnico fucecchiese per alcune partite negative; la società decise di cambiare alcuni giocatori e da quel momento vennero solo vittorie.
Stefano Scarpetti
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