Sicurezza
L’influenza riduce il Pisa In cinque rischiano lo stop
Alla vigilia della gara con l’Aquila, la febbre tiene il tecnico Cozza col fiato sospeso A fare i conti col termometro sono Arma, Napoli, Caputo, Adornato e Cia
PISA. Nella sala conferenze dell’Arena ha parlato Francesco Cozza in vista della gara con L’Aquila. «Contro gli abruzzesi - dice l’allenatore nerazzurro - non sarà una partita facile, ma il Pisa giocherà per vincere e conquistare i tre punti in palio. E’ stata una settimana particolare, il tempo non ci ha aiutato, diversi elementi hanno l’influenza e avremo due squalificati. Dovremo fare la conta, tenendo presente anche della squadra che affrontiamo che ha fatto benissimo in trasferta». Cozza fa l’elenco degli indisponibili: «Arma, Napoli, Caputo, Adornato e Cia sono influenzati. Sono in tanti, ma tutti possono recuperare».
Il tema del gol. Rachid Arma e Claudio De Sousa insieme nella buona e nella cattiva sorte. Erano i bomber più temuti ad inizio stagione, ora non riescono ad inquadrare la porta (De Sousa ultimamente ha realizzato solo un penalty). Chi si sbloccherà per primo probabilmente determinerà la vittoria della sua squadra.
La confessione di Arma. «Un po’ mi manca il gol - ha sottolineato Arma ai microfoni di Pisachannel.tv -. E a un attaccante, quando non arriva il gol, è normale che manchi un po’ la lucidità. Comunque nelle ultime due partite abbiamo creato tanto e prodotto un bel gioco. Siamo sulla buona strada. Ci sono momenti in cui con una mezza occasione porti a casa i 3 punti. Ora invece stiamo costruendo molto, ma non riusciamo a segnare tanti gol. Comunque preferisco creare occasioni che non arrivare mai davanti alla porta».
Andata e ritorno. Arma e De Sousa erano i protagonisti più attesi della sfida d’andata: il primo firmò il blitz nerazzurro su assist di Giovinco, mentre il secondo fallì un gol a due passi dalla porta allora difesa da Pugliesi e reclamò invano un calcio di rigore, andando incontro ad un’ammonizione per simulazione. Per il centravanti abruzzese 4 reti nelle prime 5 giornate, per il numero 9 del Pisa 6 centri nei primi 7 incontri. Poi buio pesto per tutti e due. Arma non timbra il tabellino da 1047’. Per De Sousa un tiro dagli undici metri trasformato in Catanzaro-L’Aquila, tre giornate fa, che ha rotto un incantesimo lungo 935’. Se però consideriamo le reti su azione, l’attesa dell'attaccante romano è più lunga di quella di Arma: 1161’.
Non solo Arma e De Sousa. I problemi degli attaccanti centrali rispecchiano le medesime difficoltà incontrate da due intere fasi offensive: L’Aquila ha realizzato 3 reti negli ultimi 6 incontri. Il Pisa viaggia alla stessa media su un intervallo più lungo: 4 firme negli ultimi 8 incontri (con Caputo, Forte, Martella e Goldaniga). Oltre a De Sousa, i due più recenti bomber rossoblù sono il difensore Pomante e la punta Infantino, che però ora gioca nella Torres. A dar man forte è arrivato Inacio Pià (fratello dell’ex nerazzurro Joelson), ex Napoli e Lecce.
Destini paralleli. Arma e De Sousa sono calciatori con tratti simili, somatici e non solo. Due ragazzi di origine africana, ma italiani a tutti gli effetti. De Sousa è nato a Roma, figlio di padre angolano e madre marchigiana. Il marocchino Arma è arrivato piccolissimo nel nostro Paese per ricongiungersi con la famiglia in Veneto.
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