Il Tirreno

Pontedera

Ponsacco, un gruppo di super giocatori

di Tommaso SIlvi
Ponsacco, un gruppo di super giocatori

Mister Lazzini, soddisfatto del primato in Eccellenza e della finale di Coppa, spiega come gestisce una rosa importante

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PONSACCO. Faccia a faccia con Giacomo Lazzini, il tecnico del Ponsacco dei miracoli, che accettò l’incarico di allenare i rossoblù la scorsa stagione nel campionato di Seconda categoria e che ora si ritrova primo in Eccellenza. Una squadra dal potenziale importante, ricca di giocatori di valore assoluto che stanno trascinando i mobilieri verso la serie D.

Il mister fa il bilancio sul girone di andata. «Siamo contenti per gioco ei risultati ottenuti. È vero che siamo forti, ma non sempre avere elementi di spessore è sinonimo di vittorie».

Oltre al primato in campionato, Fiale & Co. hanno raggiunto la finale di Coppa Toscana (si gioca il 15 gennaio al “Due Strade” di Firenze contro la Bucinese). «La Coppa è un nostro obiettivo e sono soddisfatto per la finale. Il doppio impegno ha consentito di dare spazio a tutti i giocatori della rosa, evitando che qualcuno si sentisse fuori dai piani».

A proposito di giocatori. Brega, Granito, Balestri, Tamberi. Come si fa a gestire una rosa così importante a livello qualitativo senza scontentare nessuno? «Prima di una squadra, ho un gruppo di uomini. Il segreto sta nell’intelligenza dei ragazzi, che si allenano bene al di là delle mie scelte. Chiunque è stato chiamato in causa si è fatto trovare pronto. Questo è un segnale eloquente della nostra maturità mentale».

I 37 punti conquistati su 45 a disposizione nelle 15 gare di Eccellenza valgono il primato, anche se il Pietrasanta, lì dietro, non molla. «Ormai credo che sia una corsa a due. C’era anche il Castelnuovo, ma facendo leva sui veterani: è normale che abbia accusato un calo fisico, e quindi anche di risultati. Il Pietrasanta invece è una squadra tosta, costruita per arrivare all’ultima giornata col piede schiacciato sull’acceleratore».

Poi un’analisi tecnica del Ponsacco, dal punto di vista del gioco e del carattere espressi in campo. «Tentiamo sempre di giocare palla a terra, prediligendo una mentalità offensiva. Le nostre difficoltà maggiori arrivano quando perdiamo il possesso della sfera e gli avversari ripartono in contropiede. Per come vedo il calcio, non è importante la scelta del modulo. Fondamentale è il sacrificio dei giocatori nella fase difensiva, e questo deve esserci anche se decidessi di schierare cinque attaccanti».

Ma dove può arrivare questo Ponsacco? «Procediamo con cautela e pensiamo a vincere il campionato, il resto si vedrà. Abbiamo un presidente che spende denaro e tempo per la squadra. In questa piazza ci sono tutte le componenti per fare calcio in maniera seria».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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