Sicurezza
Due indizi fanno un prova: finale killer
Il Pontedera regala altri punti sul campo del Gubbio (dopo Barletta). Il dg Giovannini: peccati legati alla nostra gioventù
PONTEDERA. Siamo alla vigilia di Natale, ma il Pontedera si è portato avanti con i regali. Nelle ultime due trasferte ha donato 4 punti a Barletta e Gubbio. Due a testa. Per due partite che sembravano già vinte e finite invece col segno X. Una doppia rimonta, dal 2-0 al 2-2. E un doppio rammarico per la classifica. Perché i granata potevano essere quarti e chiudere il 2013 davanti a squadre come Pisa, Benevento e Lecce. Invece restano ottavi insieme al Prato, in coda alla zona playoff.
Un Pontedera in versione Babbo Natale che conferma la difficoltà nel gestire il risultato nel finale. Sarà l’aspetto su cui dovrà insistere mister Indiani al ritorno dalle vacanze. Anche se in questo caso sarà soprattutto il tempo a dare una mano. La settimana di pausa sarà un alleato prezioso per scacciare il fantasma delle rimonte dell’ultimo minuto.
Il 2-2 di Gubbio brucia ancora di più rispetto a quello di Barletta. Perché in campo per un’ora si è visto solo il Pontedera, che in quanto a ritmo e livelli di gioco sembra tornato sugli standard d’inizio stagione. Ma le ultime battute (per di più giocate in superiorità numerica) hanno di nuovo scoperto i limiti della squadra.
«Credo di non esagerare se parlo di una partita dominata – dice il direttore generale Paolo Giovannini – una delle migliori da inizio anno. Peccato per i minuti finali, dove soffriamo sempre certe situazioni. A me non piace tirare in ballo la sfortuna, ma posso dire che dopo queste due trasferte siamo abbastanza in credito con la buona sorte».
I margini di miglioramento sono soprattutto sul piano dell’esperienza. E proprio su questo punto si sofferma il dg: «I nostri sono peccati di giovinezza, ma la politica della società è chiara: non possiamo prescindere dalla valorizzazione dei giovani. Dopo la Paganese siamo la squadra con l’età media più bassa del girone, eppure siamo a giocarci i playoff. Non scordiamoci che il nostro è un progetto biennale e che non deve vivere sulle singole giornate. Il percorso di crescita è più importante dei risultati. È chiaro che siamo dispiaciuti per come sono andate le ultime due partite, ma finché ci sono le prestazioni possiamo lavorare tranquilli».
In vista di un 2014 che riparte dalla trasferta di Grosseto. «Intanto chiudiamo un anno dove ci siamo tolti grandi soddisfazioni. E non dimentichiamoci che la nostra vittoria più grande è veder giocare un ’95 come Gasbarro o un ’93 come Galli alla pari contro giocatori che hanno molta più esperienza di loro in un campionato difficile come la Prima divisione».
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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