Il Tirreno

Pontedera

Del Pinto e Regoli i simboli locali di un gemellaggio

di Tommaso Silvi
Del Pinto e Regoli i simboli locali di un gemellaggio

Indossano entrambi la maglia della squadra della loro città da anni sono legati da amicizia: hanno segnato entrambi

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PONTEDERA. Questa volta il Pontedera non ce l’ha fatta. L’imbattibilità casalinga dei ragazzi di mister Paolo Indiani si interrompe dopo 11 mesi. A uscire vincitrice dal fortino del Mannucci è stata L’Aquila, che ora si gode il primato solitario in classifica. In campo gli ospiti sono apparsi più determinati e concreti, mentre per il Pontedera resta il rammarico dei tanti infortuni e dell’assenza per squalifica del capitano Andrea Caponi. In un giorno poco felice per chi tifa la squadra della città della Vespa, c’è comunque un motivo per sorridere. Sì, perché mentre Grassi e compagni provavano ad arginare le offensive degli abruzzesi, sugli spalti si respirava aria di festa tra gli ultras aquilani e pontederesi. Le due tifoserie, infatti, sono gemellate dal 1994 quando Nicola Mezzacappa perse la vita alle porte di Firenze in un incidente stradale. Nicola era un tifoso dell’Aquila e si stava recando proprio al Mannucci per seguire la sua squadra del cuore. La notizia sconvolse tutto il mondo ultras dell’epoca ed i tifosi granata da subito instaurarono una forte amicizia con la città dell’Aquila. Nel corso degli anni le due schiere di supporters hanno alimentato il loro rapporto fraterno e ieri, ancora una volta, si sono ritrovate faccia a faccia. Lo striscione esposto dagli ultras del Pontedera recitava “Pontedera-L’Aquila: amicizia eterna”. Lo scambio di cori tra le due tifoserie durante tutta la partita ha fatto il resto, consegnando agli occhi degli spettatori l’immagine di un tifo sano e corretto. Sul terreno di gioco non è mancato lo spettacolo, con Del Pinto trascinatore dei rossoblù con una doppietta e Regoli che ha iniziato la mezza rimonta granata conclusasi sul 2-3 dopo il rigore di Grassi. Del Pinto e Regoli. Due centrocampisti poco più che ventenni, ieri entrambi in rete e uniti nelle loro storie da un filo conduttore che forse neanche loro conoscono. Con l’assenza di Caponi, infatti, Lorenzo Del Pinto e Paolo Regoli sono stati per tutti i novanta minuti gli unici due giocatori nati nella stessa città che portano sul petto tutte le domeniche. Il primo è un classe 1990 con un passato nelle giovanili del Pescara, ma nato a Scoppito a pochi chilometri da L’Aquila. Regoli ha un anno in meno ed è un’autentica bandiera del Pontedera, dato che la sua formazione calcistica è maturata tutta in maglia granata. L’analisi del match arriva proprio dalle parole dei due giocatori protagonisti di questo piacevole scherzo del destino. Inizia Del Pinto, naturalmente felice per la vittoria della sua squadra: «Siamo stati bravi a portarci sul 3-0, ma successivamente abbiamo rischiato troppo. Venivamo dal pareggio in extremis subìto contro il Benevento, per un attimo ho avuto paura che ci risuccedesse la stessa cosa anche a Pontedera».

Poi, sulla sua doppietta: «Ho preso bene il tempo ed in entrambi i casi ho anticipato i difensori avversari. Sono molto felice di aver segnato due gol in una partita così importante». Comprensibilmente diverso l’umore di Paolo Regoli, che commenta così la sconfitta: «Siamo partiti bene, peccato aver subito gol ancora una volta su un calcio d’angolo. Forse ci è mancata un po’ di personalità nella reazione, ma le assenze di Caponi e Pezzi si sono fatte sentire». Infine, Regoli invita i suoi alla calma: «Non dobbiamo farci prendere dal nervosismo. Succede di incappare in periodi poco fortunati, dove tutto gira male. Se continuiamo ad allenarci con serenità sicuramente ne usciremo presto».

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