Italia
I granata raddoppiano i presenti con una media di mille spettatori
PONTEDERA. La Prima divisione ha raddoppiato l’entusiasmo intorno all’Us Città di Pontedera . Non è un modo di dire, ma il risultato delle statistiche riguardanti il numero di spettatori negli...
PONTEDERA. La Prima divisione ha raddoppiato l’entusiasmo intorno all’Us Città di Pontedera . Non è un modo di dire, ma il risultato delle statistiche riguardanti il numero di spettatori negli incontri casalinghi delle squadre di Prima e Seconda divisione.
Nella passata stagione il “Mannucci” spesso è rimasto con molte poltroncine vuote, nonostante la cavalcata trionfale degli uomini di mister Paolo Indiani. Con il ritorno nella terza serie del calcio nazionale dopo 20 anni, la musica è totalmente cambiata. La media dei presenti in questo campionato per le partite del Pontedera è di 1.018 unità, contro le 468 dello scorso campionato. Un incremento superiore al 50%, che tuttavia colloca il Pontedera al quart’ultimo posto rispetto alle altre tifoserie.
La consolazione resta quella di aver superato due toscane come Prato e Viareggio, rispettivamente penultima e ultima con 771 e 624 spettatori di media. Un gradino sopra i granata si trova il Grosseto (1.239), mentre il Pisa occupa la terza piazza con 4.839.
La vetta è tutta della Salernitana che stacca anche il Perugia (6.625) con una media di categorie superiori (9.245). I campani presieduti da Claudio Lotito hanno quadruplicato il numero dei presenti rispetto ad un anno fa. Non a caso la partita che fin qui ha avuto maggior seguito è stata proprio all’Arechi di Salerno. Salernitana-Lecce, alla prima giornata, ha fatto staccare 13.977 biglietti.
Nessun termine di paragone per il Tuttocuoio, all’esordio tra i prof e quindi nuovo a questo tipo di rilevazioni. I neroverdi sono al terz’ultimo posto con 414 spettatori di media, anche se va tenuto conto che Falivena & C. sono costretti a emigrare al “Masini” di Santa Croce a causa dell’indisponibilità del “Leporaia” di Ponte a Egola. Per la società del presidente Andrea Dolfi la magra consolazione di lasciarsi dietro l’Aprilia (391) e il Sorrento (362). (t.s.)
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