Attenzione
Pezzi non si dispera «I primi 70 minuti di grande ritmo»
Il difensore analizza il match: «Nel finale ci siamo abbassati troppo e il Catanzaro ha sfruttato una delle occasioni»
PONTEDERA. Sembra che nelle ultime giornate il Pontedera stia vivendo una sorta di legge del contrappasso. Contro la Nocerina aveva subìto un gol da circa 30 metri. Più o meno la stessa distanza da cui Bartolomei castigò il Pisa nel derby dell’Arena Garibaldi. Come se non bastasse, ieri a Catanzaro è arrivata una beffa last minute. Proprio nello stesso modo in cui i granata avevano fatto piangere tanti avversari. Contro Paganese, Salernitana e Pisa avevano festeggiato a tempo scaduto. Con gol arrivati oltre il 90’. Esattamente come quello del centrocampista calabrese Fiore, che a tempo scaduto si è fiondato su una respinta di Lenzi condannando la squadra di Indiani al secondo ko esterno consecutivo dopo quello di Frosinone. Certo, la manita di due settimane non è neanche paragonabile alla beffa del “Ceravolo”. Ma il calcio a volte sa essere spietato. E qualche domenica bisogna mettere in conto che, se nel recupero si è capaci di ferire, a volte si può anche perire.
«L’importante è rimanere equilibrati nei giudizi – dice il direttore generale Paolo Giovannini – ed essere sempre obiettivi. Sia a Pisa che col Catanzaro il risultato giusto era il pareggio». E proprio il Pisa ha battuto l’Ascoli con un rigore all’ultimo respiro, raggiungendo i granata in vetta insieme a L’Aquila. Il primato è al sicuro, anche se tripartito. E alla prossima giornata al Mannucci arriva il Lecce. Sicuramente una delle squadre più in forma nel momento. «Ma la classifica non la guardiamo nemmeno. Pensiamo piuttosto a preparare nel migliore dei modi ogni partita e far giocare i nostri giovani». A Catanzaro è stato determinante un episodio. Come succede spesso. Ma quando il colpo arriva nei minuti di recupero fa più male. E stavolta è costato 3 punti a Caponi e compagni. «Dispiace sempre perdere in questo modo, ma dobbiamo essere contenti per la prestazione. Abbiamo tenuto bene il campo e ai punti potevamo anche raccogliere qualcosa di più. Peccato per il finale, negli ultimi 6-7 minuti abbiamo sofferto troppo. Loro hanno battuto molti calci d’angolo e punizioni e da una di queste è nata l’azione del gol». Sicuramente tutto un altro Pontedera rispetto a quello visto a Frosinone. «C’è da essere soddisfatti soprattutto per la grande crescita a livello fisico – commenta il dg – in una partita maschia abbiamo giocato su buoni ritmi per 80’, e non è un particolare da poco considerata la nostra età media. Siamo una squadra giovanissima e stiamo andando ogni oltre aspettativa. Anche a Catanzaro tutti ci hanno fatto i complimenti, segno che abbiamo fatto una bella impressione».
Nella trasferta calabrese i granata stavano anche per finire la loro prima partita senza subire gol. «Invece purtroppo è arrivato quando mancava pochissimo – spiega il difensore Enrico Pezzi – siamo un po’ abbattuti perché abbiamo fatto molto bene per 70’ e potevamo portare via almeno un punto. Nel finale di partita però ci siamo abbassati troppo, negli ultimi minuti il Catanzaro ha creato molte occasioni e su una di queste è arrivato il pareggio. Ora è normale essere dispiaciuti, ma guardiamo avanti e pensiamo subito a riscattarci».
La sconfitta è un boccone amaro anche per i 9 ultras granata partiti con un pulmino sabato notte per seguire il Pontedera in Calabria, nella trasferta più lunga della stagione. Ben 1.840 chilometri e 24 ore da coprire tra andata e ritorno. Se la squadra ha perso sul campo, la loro passione ha vinto in ogni caso.
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