Il Tirreno

Pontedera

La bomba di Bartolomei che scuote

La bomba di Bartolomei che scuote

«La più grande soddisfazione della mia carriera» confessa il centrocampista

3 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. E pensare che non doveva nemmeno giocare. In allenamento Paolo Bartolomei si era procurato una distorsione al ginocchio che ha convinto Indiani a mandarlo in panchina. Meglio non rischiarlo, ha pensato l’allenatore granata Paolo Indiani.

Invece l’infortunio di un compagno gli ha regalato il palcoscenico dell’Arena Garibaldi. Quando Vettori è uscito in barella al 44’ è arrivato il suo momento. E neppure un’ora dopo ha fatto calare il silenzio tra i 7.000 tifosi pisani sugli spalti. Con una bomba su punizione da circa 35 metri ha piazzato la palla sotto l’incrocio e regalato al Pontedera un derby che mancava da 15 anni.

All’ultimo respiro. In pieno recupero. Con un tiro di una potenza inaudita.

«Sicuramente è la più grande soddisfazione della mia carriera – dice il centrocampista – non mi sarei mai immaginato di segnare un gol del genere, così importante, davanti a tantissime persone». Non deve essere stato facile mantenere la calma. Tanto più che il calcio di punizione dalla lunga distanza è competenza di Grassi o Caponi.

Ma Bartolomei ha capito che da quella posizione il suo destro poteva far male. «Infatti ho cercato di rimanere lucido, ragionare e pensare a dove mettere la palla. Sono riuscito a combinare potenza e precisione e alla fine è andata proprio dove volevo».

Quella del centrocampista 24enne è la seconda rete in campionato. Niente male alla prima stagione tra i professionisti. Che fosse un predestinato si era visto alla prima giornata, quando i granata strapazzarono 5-2 il Grosseto. La firma sul secondo gol ce la mise proprio lui.

Simile a quello segnato al Pisa: una bordata imprendibile col destro dal limite dell’area. Solo che non era su punizione. Questione di dettagli.

Il dato di fatto è che Bartolomei si è guadagnato la fama di uomo-derby. In un mese ha “matato” i maremmani alla prima giornata al Mannucci e i nerazzurri alla sesta giornata sul loro terreno. E ha pensarci bene la sua storia è tutta Toscana.

Nato a Lucca il 21 agosto 1989, è cresciuto nella scuola calcio del Valdottavo, nella media valle del Serchio. A 17 anni è passato al Prato in serie C2, poi al Castelnuovo Garfagnana, per un’altra stagione in C2 e due in Eccellenza. Nell’estate 2009 va alla Massese, dove rimane per quattro anni, con tre campionati in Eccellenza e uno in serie D, totalizzando 126 presenze, 24 gol e soprattutto tanti assist.

Dopo anni di gavetta tra i dilettanti è arrivato il suo momento di gloria. A giugno il dg granata Paolo Giovannini gli ha proposto un biennale e il centrocampista (nonostante la concorrenza di molti club di D e Lega Pro) non si è fatto pregare. A 24 anni esatti arriva la grande occasione in Prima divisione Lega Pro.

Piedi buoni e grande visione di gioco, nel 3-5-2 di mister Indiani è diventato un elemento fondamentale. E col jolly pescato nel derby della provincia ha rafforzato il primato del suo Pontedera.

«Stiamo facendo qualcosa di inimmaginabile, non avrei mai creduto di ritrovarmi in testa al mio primo anno tra i professionisti. L’importante per noi giocatori è tenere sempre i piedi per terra. I risultati non ci devono condizionare, ma se continuiamo su questa strada potremo davvero toglierci delle soddisfazioni».

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze