Il Tirreno

Pontedera

Marco Masi: io tifo per il mio Pontedera

Marco Masi: io tifo per il mio Pontedera

Ha indossato entrambe le maglie sia da giocatore che come allenatore. Ora dà alcune istruzioni

2 MINUTI DI LETTURA





PONTEDERA. È l’unico ad aver indossato entrambe le casacche. Prima quella da giocatore, poi da allenatore. Marco Masi è il trait d’union che lega Pisa e Pontedera. In tutte le salse. Da protagonista in campo con maglietta e tacchetti fino alla tuta da tecnico. È riuscito a vincere in entrambe le vesti.

Col Pisa ha giocato nella stagione 1984-85 e ha allenato la Berretti dal 2002 al 2004 e la prima squadra dal novembre a gennaio 2004. Anche a Pontedera ha giocato per un campionato (91-92), prima di sedersi in panchina 1998-99 e ancora dal 2007 al 2010 e dal 10 al 12.

Alla vigilia del derby provinciale tra nerazzurri e granata dà il suo pronostico. Anche se non si sbilancia su un risultato esatto. Ma ribadisce la sua stima nei confronti dei ragazzi che a Pontedera ha guidato verso la promozione in Seconda divisione, che ai granata mancava da 12 anni. «Tiferò Pontedera solo per il profondo affetto che mi lega ancora ai miei ex giocatori – dice Masi – secondo me nell’anno in cui abbiamo vinto il campionato di serie D sono state gettate basi importanti per gli ottimi risultati che sta raccogliendo ora la squadra in Prima divisione». Di quel Pontedera tornato tra i professionisti il 25 aprile 2011 oggi sono rimasti Vettori, Caponi, Regoli e Arrighini.

«Tutti ragazzi che meritano grandi soddisfazioni. E sulla partita dico che questo Pontedera è in grado di fare bella figura. Il Pisa non deve commettere l’errore di concedere spazi sulle ripartenze, qualsiasi squadra che non farà attenzione a questa situazione sarà destinata a soffrire contro il Pontedera. Per le qualità del gruppo posso pronosticare un cammino simile a quello dell’anno scorso. Nessuno faceva caso ai granata, invece abbiamo visto tutti dove sono arrivati. Anche in Prima divisione possono stare in alto».

Sulla sponda pisana invece per Masi le maggiori soddisfazioni sono arrivate dal campo. «Nel maggio 1985 ho vissuto la mia stagione più bella da giocatore, con la vittoria del campionato di serie B e la promozione in serie A. Trionfare con la squadra della mia città è stata l’emozione più grande. Pontedera invece è stata l’ultima tappa della mia carriera da calciatore e non ho neanche giocato con continuità a causa di un infortunio che mi ha messo subito fuori gioco».

Lorenzo Lazzerini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa