Il dolore
Vittorio Setti, un altro prof pecciolese
Non soltanto Giuseppe Sabatini, al quale è intitolata la corsa da 61 anni (che si correrà giovedì 10 ottobre sul classico circuito dell’Alta Valdera), ha corso dei pecciolesi nel ciclismo...
Non soltanto Giuseppe Sabatini, al quale è intitolata la corsa da 61 anni (che si correrà giovedì 10 ottobre sul classico circuito dell’Alta Valdera), ha corso dei pecciolesi nel ciclismo proffessionistico. Anche Vittorio Setti (nella foto) può vantare una apparizione nel ciclismo che conta. E anzi nel 1982 prese parte al Giro d’Italia dove si piazzò al 69° posto nella classifica finale. Senza dubbio un ottimo piazzamento cosiderata la sua giovane età. Setti nacque a Peccioli nel 1959, vale a dire 7 anni dopo la morte prematura di Giuseppe Sabatini, e la passione per il pedale lo colse senza mezze misure. Seppe mettersi in mostra come passista scalatore fino a prendere parte al Giro, difendendo i colori della Vibi Benotto insieme a Franco Chioccioli. Fu una sola stagione da professionista, quella, la sua preferendo la sicurezza del lavoro “normale” alle diverse incognite dell’attività sportiva dimostrando anche allora il buon senso di una persona matura. Si trasferì a Ponsacco dove ancora oggi dirige una cooperativa di autotrasporti. E se oggi gli si chiede per chi tifa dice: «Per nessuno. Il ciclismo lo sento molto diverso dai miei tempi. Allora stravedevo per Moser».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
