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«Sul dischetto sono andato deciso»

«Sul dischetto sono andato deciso»

Tuttocuoio: Ferretti e quel tiro dagli undici metri battuto per due volte

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PONTE A EGOLA. “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore”, canta Francesco De Gregori nella Leva calcistica della classe ‘68. E così è anche per Andrea Ferretti, l’attaccante del Tuttocuoio che a Teramo regala il prezioso pareggio ai neroverdi. Con freddezza e nervi saldi al 94' si presenta sul dischetto, proprio sotto la curva del tifo abbruzzese. E segna per due volte, visto che il signor Capilungo di Lecce ha fatto ripetere il penalty.

Conosciamo meglio Andrea Ferretti autentico trascinatore dei neroverdi, che al 78' si trovano ancora sotto di due reti sul campo di un ottimo Teramo. Classe ‘85 nativo di Pontedera, prima di questa stagione non aveva mai giocato in squadre della zona. Ha trascorso campionati in Liguria e in Piemonte. E proprio l’asse tra le due regioni è da tenere a mente visto che nell’aprile del 2008 a 10 minuti dalla fine di un Sarzanese-Biellese vive il momento più drammatico della carriera. A seguito di un grave scontro con un avversario viene ricoverato e operato d’urgenza alla testa. Poi il recupero e il ritorno sul campo, dando un contributo al doppio salto del Treviso dalla D alla 2ª Divisione. Lo scorso anno nell’Alessandria ha siglato 7 reti in 25 partite. Poi in estate il passaggio al Tuttocuoio.

Ferretti nel match di ieri ha segnato il suo primo gol in gare ufficiali con la maglia del Tuttocuoio. E lo ha fatto trovando un modo non banale per firmare il suo primo sigillo. Quanto la squadra credeva al 78' di poter raddrizzare la partita, con i padroni di casa in vantaggio di due reti? «Noi ci abbiamo sempre creduto – dice Andrea Ferretti –, anche quando la partita sembrava compromessa. Ha segnato Cherillo a dieci minuti dalla fine e poi è arrivato il mio gol su calcio di rigore». Che aggiunge: «Penso che il risultato di parità sia giusto per quello che abbiamo saputo fare contro una squadra che ha dimostrato di essere davvero forte».

Passiamo all’episodio del calcio di rigore, Ferretti si è trovato in una sfida occhi negli occhi con il portiere di casa Serraiocco e tutto gli sguardi sugli splati dello stadio Piano d’Accio su di lui. Anzi, cercando in ogni modo di deconcentrarlo. «Ho cercato di isolarmi il più possibile, e di mantenere la concentrazione in tutti e due le circostanze – racconta –. Era troppo importante questo rigore, e questa è stata la molla che mi ha permesso di andare sul dischetto deciso».

Passa anche dal suo contributo la possibilità di cogliere l’impresa di mantenere la categoria, in un campionato affascinante e stimolante, ma difficile quanto scalare l’Everest se si considera l’organico e il blasone delle società del girone B della 2ª divisione.

Stefano Scarpetti

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