Il Tirreno

Pontedera

Grassi e Caponi: «Felici di continuare a stupire tutti»

di Tommaso Silvi
Grassi e Caponi: «Felici di continuare a stupire tutti»

Freddezza e precisione hanno avuto la meglio sulle emozioni quando il bomber del Pontedera si è incaricato del penalty

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PONTEDERA. Ci sono voluti 94 minuti al Pontedera di mister Paolo Indiani per entrare nella storia. Allo stadio Arechi di Salerno i granata hanno battuto i padroni di casa in un match che ha visto i campani finire addirittura in otto uomini contro undici. I colpi di scena hanno dominato il confronto e l’eroe di giornata, manco a dirlo, è stato Luigi Grassi. All’ingresso delle squadre per il riscaldamento l’attaccante della Garfagnana è stato riempito di applausi dalla curva della Salernitana, che lo ha visto allenarsi per tutta l’estate con il cavalluccio sul petto. Il risultato finale dice 1-2 per l’Us Città di Pontedera ed il gol partita, a soli sette minuti dal termine, è stato siglato su rigore proprio dall’ex di giornata. Luigi Grassi, tra applausi e cori di entrambe le tifoserie, ha deliziato la platea con i soliti colpi di tecnica e genio. La sua prestazione ha fatto mordere le mani a tutti i presenti allo stadio, ancora increduli per la sua cessione e quindi il ritorno al Pontedera. Nel pullman che accompagna i giocatori verso la città della Vespa è un continuo di cori e pacche sulle spalle, a dimostrazione di un gruppo che va oltre la poca esperienza e riesce sempre a tenere testa all’avversario di giornata. In un faccia a faccia con il “man of the match” del Pontedera emergono tutte le emozioni che hanno scandito la settimana di preparazione a questa partita.

«Ho vissuto sette giorni carichi di ricordi e motivazioni. L'incontro di oggi per me aveva un sapore particolare, dato che sono passati solo pochi mesi dal mio addio a Salerno», racconta Grassi, che prosegue:«Tutti quegli applausi dalla curva appena sono entrato in campo mi hanno reso davvero felice. Un episodio del genere non mi era mai capitato in carriera, non me lo sarei mai aspettato». La standing ovation iniziale dei tifosi campani si è tramutata in un bagno di fischi quando Grassi ha posizionato il pallone sul dischetto per il rigore decisivo. Freddezza e precisione hanno avuto la meglio sulle emozioni, ed ora il Pontedera si gode l’ennesima settimana in testa al campionato. «Quando l’arbitro ha fischiato il calcio di rigore ho subito pensato ad uno scherzo del destino. Mi sono reso conto che l’esito della partita sarebbe dipeso dai miei piedi. Non ho esitato, il rigorista sono io, e mi sono preso tutte le responsabilità del caso» dice il numero 10 del Pontedera. Tra i pali, per provare a parare il tiro dagli undici metri di Grassi, c’era Iannarilli. Il portiere della Salernitana è stato compagno di squadra del fantasista granata fino a poco tempo fa.«Sapevo che Iannarilli immaginava dove avrei calciato, quindi ho optato per una conclusione centrale e forte. Difficilmente il portiere riesce a parare questo tipo di rigore», spiega Luigi Grassi che, insieme alla gioia per i tre punti, lascia spazio anche ad una dedica particolare «A mia moglie Mara che mi è sempre stata vicino, anche nei momenti più difficili di quest’estate», confida “Gigio” Grassi, come lo chiamano affettuosamente i tifosi pontederesi.

Seduto accanto a lui sul pullman c’è Andrea Caponi. Il capitano del Pontedera prende la parola: «Ringrazio tutti i tifosi e gli ultras che ci hanno seguito in questa lunga trasferta, ma anche tutti coloro che hanno seguito la partita da casa. Queste domeniche restano nella storia, sono fiero di essere il capitano di questo gruppo che non vuole smettere di stupire».

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