Il dolore
Quel gol-lampo vale un derby
Stefano D’Agostino era entrato da dieci minuti in campo quando ha segnato il pareggio
PONTEDERA. Ieri sera si è gustato la sua Sampdoria nel derby della lanterna.
Ma un derby Stefano D’Agostino l’aveva già deciso nel pomeriggio. Quello tra Pontedera e Viareggio. Con un gol da primato.
Che permette ai granata di mantenere rimontare i versiliesi e mantenere il primo posto, anche se condiviso con Pisa e Benevento.
Al 94’ l’attaccante genovese vede il lancio dalla tre quarti di Caponi, prepara il sinistro e scarica il tiro alle spalle di Gazzoli. Era entrato da 10’. Gliene è bastato uno per acciuffare il 2-2 e mantenere in alto il Pontedera.
E pensare che di occasioni ne aveva già avute un paio, nell’assedio granata alla porta viareggina. Un tiro ribattuto, un corner calciato troppo sul portiere e anche un’ammonizione rimediata per un fallo a centrocampo. Indiani nel frattempo va su tutte le furie. Lo incita, lo sprona, insieme agli altri compagni. Per cercare un pareggio che ci starebbe tutto. E alla fine arriva. Insieme all’urlo liberatorio del Mannucci. Per D’Agostino è il primo centro in Prima divisione. Anche se, nonostante i 21 anni, non è un esordiente per la categoria. Aveva già assaggiato la vecchia C1 con le maglie di Triestina e Catanzaro, collezionando in tutto 12 presenze: 7 con gli alabardati e 5 con i calabresi. Ma il suo talento non è mai riuscito a esplodere. A giugno è tornato alla base blucerchiata. Alla Sampdoria ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile e la società è proprietaria del suo cartellino. Con un blitz a Genova nella prima settimana di luglio il direttore generale granata Paolo Giovannini se lo è assicurato in prestito, insieme al compagno Gregorio Luperini. Una prova di fiducia, in una piazza tranquilla come Pontedera che poteva restituirgli la giusta serenità. Alla terza giornata di campionato l’ha ripagata con un gol. Che per lui non vale solo un punto. Ma molto di più. «Segnare la prima rete in Prima divisione in un derby è una grandissima emozione – dice l’attaccante – forse non me ne rendo ancora conto, sono felicissimo». Una soddisfazione personale e per la squadra. Dopo le due vittorie, all’esordio contro il Grosseto e in trasferta con la Paganese, è arrivato un pari in rimonta. Nel derby più sentito dal popolo granata. «Direi che il pareggio è meritato, anzi, forse ci va addirittura stretto, visto come sono andate le cose. Siamo stati sfortunati sulla prima autorete e non era nemmeno facile reagire dopo il primo tempo chiuso con due reti di svantaggio. Nel secondo tempo c’è stata una squadra sola in campo». Dopo i 7 punti conquistati in 3 partite arriva un trittico da brividi, che vedrà il Pontedera contro Salernitana, Benevento e Pisa. E chissà come se la caveranno i granata al cospetto delle favorite. «Sono partite durissime, ma noi dobbiamo andare avanti così, senza avere paura di nessuno». A D’Agostino il carattere non manca di certo. Per questo, ma soprattutto per le sue doti tecniche, qualcuno a Genova l’ha paragonato ad Antonio Cassano. Quando Fantantonio faceva sfaceli con la maglia blucerchiata, D’Agostino militava nel settore giovanile della Sampdoria. «E se devo dirla tutta mi ispiro proprio a lui. In campo è il mio modello di riferimento, il giocatore più forte in assoluto. Mi accontenterei di avere un millesimo delle sue qualità».
Lorenzo Lazzerini
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