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«Altro che autorete, quel gol è mio»
Pontedera, Paolo Regoli rivendica la paternità del bersaglio che in molti hanno attribuito a un terzino della Paganese
PONTEDERA. Ma è gol o autogol? I tabellini di tutta Italia si dividono sulla paternità dell’1-0 del Pontedera sulla Paganese.
Minuto 9, Grassi calcia una punizione e scodella in area, Regoli salta indisturbato di testa, la palla colpisce il difensore avversario Meola e carambola in rete.
Il talento made in Pontedera non ha dubbi. Quello segnato in Campania è il suo primo gol in Prima divisione. E a vedere il replay, i fatti gli danno ragione.
«Io ho saltato di testa da solo a centro area – dice - poi il pallone è finito addosso al difensore e ha cambiato direzione, ma il mio colpo era comunque indirizzato verso la porta». Deviazione decisiva, ma nella classifica marcatori dovrebbe finirci lui. Paolo Regoli, 22 anni, dei quali 6 vissuti in granata. E sempre con l’Era nel destino. Dopo i primi calci con la maglia dell’Oltrera è passato alla Valdera, nel fior fiore del settore giovanile della provincia.
«All’Oltrera ero insieme ad Arrighini – racconta – abbiamo fatto lo stesso percorso, e dopo l’esperienza al Valdera di Consoloni mi ha preso il Pontedera. Ho fatto un campionato negli Allievi e uno con gli Juniores, poi sono entrato nel giro della prima squadra e non mi sono più mosso, a parte un anno al Rosignano, perché ancora non sapevo se il Pontedera si sarebbe iscritto in serie D».
Con il ritorno di Marco Masi in panchina ha riabbracciato subito i granata. Da lì è iniziato il suo ciclo vincente, con le due promozioni in due anni. Per lui sono cambiate le categorie, ma anche il ruolo.
Con il tecnico pisano giocava da interno di centrocampo nel 3-4-3. Con Giovannini e Indiani invece ha trovato fortuna sulla fascia. L’anno scorso sulla sinistra, quest’anno sulla destra.
Un elemento imprescindibile per il 3-5-2. «Per me non fa differenza. Alla fine sono destro e l’anno scorso giocavo a sinistra per esigenze tattiche, ma posso ricoprire entrambi i ruoli». L’importante è galoppare, sotto gli occhi di nonno Gastone (ex magazziniere granata) che non si perde una partita del nipote. E con la sfida col Viareggio alle porte, in casa c’è aria di derby.
«Per i tifosi è un appuntamento importante – dice il centrocampista - ma io devo pensare solo a giocare, tutte le partite si preparano allo stesso modo e noi calciatori non dobbiamo farci condizionare». In totale con il Pontedera ha collezionato 112 presenze e 13 gol. Memorabile la doppietta dello scorso 3 marzo in casa del Poggibonsi che trascinò i granata verso la promozione. Per lui è stata la stagione della consacrazione, e molti club (su tutti la Juve Stabia) gli hanno messo gli occhi addosso. «Ma io non mi monto la testa, l’importante è rimanere concentrati e lavorare, ogni anno bisogna mettersi in gioco e dimostrare quanto si vale. È il bello del calcio».
Parole da vero professionista.
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