Lutto
«Che paura dal dischetto, sul tiro sono scivolato»
Luigi Grassi aveva già avuto la responsabilità di un penalty allo scadere «Col Foligno segnai al 91’ e vincemmo, ma ad Aversa sbagliai il rigore decisivo»
PAGANI. Primi. Da soli. Chi pensava che il Pontedera potesse incontrare difficoltà in questa nuova categoria, è servito.
La squadra di Paolo Indiani comanda con autorità un girone che, a scorrerlo, qualche timore lo mette: squadre come Pisa, Perugia, Salernitana, Benevento, Ascoli e Lecce, per ora, se ne stanno dietro. Mentre i granata, da quel che hanno fatto vedere col Grosseto domenica scorsa e ieri sera a Pagani, sembrano non aver mai smesso di giocare dallo scorso anno. Avevano finito vincendo (portandosi dietro un ruolino di marcia invidiabile e la promozione in campionato). Hanno ricominciato con lo stesso ritmo e la stessa intensità. La mano di Paolo Indiani, è questa.
I piedi, invece, sono quelli di Luigi Grassi. Piedi buoni: sono serviti per calciare la punizione che poi Regoli ha trasformato (complice un avversario) nel primo gol del Pontedera. Sono stati eccezionali, in occasione del calcio di rigore, che ha dato la vittoria e il primato in classifica.
«Mi era già capitato un paio di volte in passato di dover calciare dagli undici metri quando mancavano una manciata di secondi alla fine e segnando si poteva vincere», dice subito Grassi. Ma non sempre era andata bene. «Con il Foligno l’anno scorso – dice – segnai. Era il 91’. E vincemmo per 2-1. Proprio come con la Paganese: il rigore è arrivato al 93’. Ma con l’Aversa Normanna, sbagliai. Ancora ci ripenso».
Il pensiero è andato lì soprattutto quando si è trovato a tu per ti col portiere della Paganese. «Un po’ di paura mi è venuta perché sono scivolato mentre stavo per calciare – svela – ho dato due tocchi, la palla è uscita centralmente. Per fortuna è finita in rete senza problemi. Chi era tra i pali in quel momento, non l’ha trattenuta. Un pizzico di fortuna non guasta». Quella fortuna che adesso fa festeggiare il primato in classifica. «Questa gara – continua Luigi Grassi – era alla nostra portata. Sapevamo di poter vincere e ci abbiamo provato. Il primo gol è arrivato proprio all’inizio. Su un calcio di punizione che ho battuto e che Regoli ha deviato in porta. Poi loro sono venuti fuori, hanno cominciato a pressarci, ma siamo stati molto accorti e anche bravi a contenere tutte le loro scorribande offensive. Abbiamo preso il gol del pareggio, ma non ci siamo abbattuti. Anzi. Ci abbiamo creduto fino in fondo che quei tre punti potevamo conquistarli. E così è stato. Magari sul piano del gioco abbiamo brillato meno di altre volte, ma nel reparto arretrato siamo stati impeccabili, non abbiamo corso pericoli».
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