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Colombo, l’incubo prende la via giusta

Colombo, l’incubo prende la via giusta

Notevole riduzione per il capitano neroverde nel primo grado del calcio scommesse: sei mesi e non 3 anni e mezzo

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PONTE A EGOLA. La commissione disciplinare ha emesso l'attesissimo verdetto sul calcioscommesse denominato Bari-bis (che segue il procedimento dello scorso anno) e il capitano del Tuttocuoio Corrado Colombo ha avuto una notevole riduzione di squalifica. Si è passati infatti dai 3 anni e 6 mesi chiesti dal procuratore Stefano Palazzi, che deteneva l'accusa, lo scorso 5 luglio, ai 6 mesi chiesti dalla commissione costituita dall’avvocato Sergio Artico e presieduta dall’avvocato Claudio Franchini.

In pratica per l'attaccante del Tuttocuoio il reato di frode sportiva è stato derubricato in omessa denuncia. Altro aspetto da sottolineare: dei calciatori implicati nella vicenda come lui nel filone inerente la partita Salernitana-Bari del 18 maggio 2008, sono state confermate le squalifiche. Su tutte spicca quella dii 3 anni e 7 mesi al portiere Gillet e al capitano del Bari della scorsa stagione Francesco Caputo, oltre all' ex Pisa Vitaly Kutuzov.

A questo punto per tutti gli imputati c'è l'appello previsto per il 26 o 27 luglio, ed eventualmente un’ultima possibilità per farsi ridurre la squalifica rappresentata dal Tnas.

Per Colombo questa sentenza ha rappresentato un grande sospiro di sollievo: «Ho sempre avuto la consapevolezza di essere innocente, e la speranza che la verità venisse fuori. Ho vissuto questa annata fino a un mese fa nella speranza convinta che l'accusa potesse essere di omessa denuncia. Poi purtroppo nel mese di maggio le cose si sono complicate visto che mi è stato addebitato anche frode sportiva. È stato un periodo molto difficile, ho sempre sperato di avere la riduzione ma fino a quando non la ottieni vivi male».

Annata caratterizzata dalla vittoria del campionato, ma per il capitano neroverde molto difficoltoso proprio per questa storia che era per lui una spada di Damocle: «Ho reagito convogliando le mie forze nel calcio, che è tutta la mia vita. È stata dura perché sentirsi chiamare “venduto” in alcuni campi dove andavamo non è una bella sensazione quando sai di essere innocente. L'unico modo per uscirne da questa situazione è stato dare il 110% per il Tuttocuoio».

Ringrazi qualcuno in particolare? «Voglio ringraziare mia moglie per essermi stata vicina in questo periodo, e il Tuttocuoio indistintamente dalla dirigenza, il mister, i compagni tutto lo staff fino ai magazzinieri. Non voglio dimenticare nessuno, non mi dimenticherò mai quello che questa società mi ha dato e mi sta dando. Ho giocato in molte squadre, ma Ponte a Egola è una grande famiglia, peculiarità che altrove davvero non si trovano».

L'avvocato Sara Agostini, che ha seguito l'intero procedimento, preparerà la memoria difensiva per il secondo grado di giudizio; la speranza è che ci possa essere un ulteriore sconto della pena per Corrado Colombo. Visto quello che è accaduto ieri mattina, ma anche dando uno sguardo a cio che è avvenuto lo scorso anno nella prima parte dell'inchiesta. Intanto Colombo può tornare a mettersi le scarpette da gioco che il raduno è alle porte.

«Ho una gran voglia di tornare a sudare con i miei compagni, e di tornare a giocare. Il calcio per me rappresenta tutto e devo dire, che mi è mancato molto in questi mesi. Soprattutto per la vicenda che mi ha coinvolto, ho tanta voglia di mettermi alle spalle tutti questi mesi e poter dare il massimo per questa società».

Stefano Scarpetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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