Gioco
I disabili in festa con i premi del Panathlon
In evidenza il cascinese Sandro Bensi, la pisana Sara Morganti, il pistoiese Massimiliano Bacci
SAN MINIATO. All’appuntamento annuale con i diversamente abili che fanno sport, il presidente del Panathlon club Valdarno Interiore, Alessandro Masoni, a Villa Sonnino, ha premiato tre atleti di discipline diverse: Sandro Bensi, di Cascina, ipovedente, campione di tiro con l’arco; Sara Morganti, abitante a Pisa atleta paralimpica di dressage; Massimiliano Bacci di Quarrata, campione italiano di tennis.
Per sollecitarli a raccontare le loro prestazioni è intervenuto il neo governatore del Panathlon, Rinaldo Giovannini.
Sandro Bensi. Classe 1965, tono gioviale e fisico corpulento, è di Cascina. Ha raccontato di essere referente tecnico della Nazionale maschile e femminile di Torball, uno sport praticato da atleti o atlete vedenti e ipovedenti. Il gioco è a squadre, e si fronteggiano due team ciascuno da 3 giocatori, e 3 riserve in panchina. È tra gli sport più praticati dai non vedenti in Italia.
Però, chissà perché, a differenza del Goalball, ovvero “palla in rete” che fa riferimento al calcio, non è mai entrato nel programma dei giochi olimpici. Bensi è consigliere del Comitato paralimpico, e vicepresidente dell’associazione sportiva ipovedenti e ciechi, che praticano tiro con l’arco.
Sara Morganti. Classe 1976, nata a Castelnuovo Garfagnana e cresciuta a Barga, ora vive a Pisa. E’ una cavallerizza, atleta paralimpica in quanto affetta da sclerosi multipla, specialista nel dressage. «Ho sfiorato il podio mondiale, e anche il cielo con un dito», ha raccontato. Si riferiva alle olimpiadi di Londra, in cui ha conquistato il quarto posto nella specialità Freestyle con la cavalla Royal Delight. «Mi rifarò alle Olimpiadi di Rio nel 2016”. Ovviamente in Italia non ha rivali, è stata più volte campionessa azzurra.
Massimiliano Bacci. È campione italiano di tennis, vive a Quarrata. L’impegno agonistico gli dà la carica anche nelle cose di tutti i giorni. Non per hobby, ma per passione, più forte delle avversità della vita. In definitiva una serata toccante, per i diversamente abili che hanno trovato nello sport agonistico una motivazione per soddisfazioni impensabili.
E sono stati incitati a nuovi traguardi agonistici dagli applausi dei panathleti del Valdarno. (l.g.)
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