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Il Forcoli deve sistemare le casse «Occorre la spada non il fioretto»

Il Forcoli deve sistemare le casse «Occorre la spada non il fioretto»

Il presidente Pastacaldi è stato schietto, nel corso dell’assemblea, sul futuro della formazione Molti consiglieri hanno acceso prestiti personali per far fronte ai debiti che devono essere sanati

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FORCOLI. «Faremo quello che possiamo fare, sicuramente non il passo più lungo della gamba». Le parole del presidente Paolo Pastacaldi, durante l’assemblea alla Nuova Primavera dell’altra sera, sono chiarissime: il Forcoli deve ancora sistemare i conti e quest’anno punterà a salvarsi, ma soprattutto a non commettere errori economicamente parlando. Atteggiamento schietto da parte della dirigenza che ha guardato negli occhi gli sportivi dicendo senza mezzi termini di non poter spendere soldi che non ha e di puntare sui giovani del vivaio.

«Presenteremo un piano che prevede la riduzione del 40% del budget rispetto all’anno scorso che già aveva subito una forte diminuzione», ha spiegato Giorgio Corradetti, di nuovo alla guida tecnica della squadra, dopo la partenza di Enzo Banti a campionato finito, insieme a Marcello Puccini.

Bilancio quasi in pari. «Ringraziamo sia Banti che Puccini – ha ripreso Pastalcaldi – Hanno contribuito in maniera determinante alla salvezza, ma ora Corradetti tornerà a ricoprire il ruolo di direttore sportivo a tutti gli effetti». E il suo non sarà un compito facile, viste le ristrettezze economiche in cui naviga il Forcoli, la cui situazione, però, non è certo diversa o peggiore della maggior parte delle società di calcio dilettantistiche. Già, perché il post arresto di Walter Tommasi ha creato grossi problemi alla dirigenza. «Molti membri del consiglio hanno acceso finanziamenti personali per far fronte ai debiti che stiamo ripagando», ha sottolineato Pastacaldi. Che aggiunge: «Se il nostro bilancio è sostanzialmente in pareggio si deve al loro intervento, ma anche a quello delle famiglie di Forcoli che sia l’anno scorso che in questi giorni stanno rispondendo bene alla richiesta di sostegno economico all’Us. E questo è lo spirito con cui vorremmo guardare alla decima stagione di serie D consecutiva. Perché i dirigenti possono provare a commettere meno errori, ma la società è degli sportivi, i quali stanno dando prova di grande attaccamento».

Dimenticate il fioretto. Il Forcoli torna ai forcolesi, come detto da tempo, visto che non c’è più una figura come Marco Consoloni o Walter Tommasi (presidenti che s’impegnavano economicamente in prima persona e in via pressoché esclusiva) e che c’è bisogno dell’aiuto di tutti per portare avanti l’attività.

Proprio Consoloni era seduto al tavolo dei consiglieri che hanno condotto l’assemblea davanti al solito gruppetto di sportivi. Una voce, quella dell’ex presidente, sempre ascoltata dai forcolesi. «Dobbiamo ricreare lo spirito di questa squadra che negli ultimi tempi abbiamo un po’ perso – ha detto – ma soprattutto dobbiamo abbandonare il fioretto. In questo periodo storico, sia in campo che negli uffici della dirigenza serve la spada: persone che lottano per un obiettivo. In attesa di tempi economicamente migliori».

Infine, l’appello di Pastacaldi agli sportivi: «Venite a vedere anche il settore giovanile, così vi renderete conto il genere di lavoro che siamo riusciti a fare negli ultimi anni. Perché il vivaio è il vero futuro di questa società».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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