Il dolore
Juve, due settimane per rinascere
Ex sportivi al lavoro per una fase costitutiva dopo l’addio di Migli e Degl’Innocenti
PONTEDERA. Andrea Pierini, attuale direttore sportivo della Juve Pontedera è stato prima giocatore e poi per tanti anni allenatore.
Un commento sulle dimissioni del vertice della Juve Pontedera
«La Juve Pontedera è un patrimonio della città e del territorio, questa dirigenza negli ultimi anni ha ottenuto successi sul campo e fuori: una promozione in serie B, 2 finali nazionali giovanili, costante presenza ai playoff di C. Ora si è sentita la necessità di favorire un ricambio per dare slancio a un progetto sportivo ben delineato ma che va sostenuto profondendo energie e competenze».
Può approfondire?
«La Juve Pontedera ha rovesciato quella che è la struttura tradizionale delle società del suo livello, che hanno una prima squadra ed un settore giovanile. Qui siamo arrivati ad avere un settore giovanile che produce giocatori per una prima squadra che è diventata l'espressione diretta del lavoro fatto alla base. In una organizzazione di questo tipo il settore giovanile assorbe oltre l'80% delle risorse economiche ed organizzative. In questo senso dico che la Juve Pontedera è un patrimonio della città e del territorio, la sua funzione sociale, non si limita ad attirare in palestra i suoi 200 ed oltre tesserati, ma in maniera più ambiziosa, da ai migliori di essi, la possibilità di competere, migliorare ed essere visibili anche a livello nazionale, senza dover necessariamente migrare in città dove il basket è fatto a livello professionistico».
Come si conciliano allora le dimissioni del Presidente e del Vice Presidente con questi buoni risultati?
«Degl'Innocenti e Migli sono impegnati da molti anni ed è normale che oggi chiedano un rinnovo dei vertici societari per dare soprattutto la possibilità a nuovi soggetti, pubblici e privati, che hanno interesse a dare continuità a questa attività, di farsi avanti e di entrare da protagonisti formando una nuovo Staff dirigenziale. Spero comunque che restino in società proprio per i risultati ottenuti, per quanto hanno fatto per il basket e per l'esperienza che possono mettere ancora a disposizione.
Una attività come quella della Juve costa: riuscirete a mantenere gli impegni e soprattutto una prima squadra nel campionato di serie C?
«Credo di sì. Nel corso degli ultimi sei anni è stata effettuata in maniera progressiva una riduzione ed una redistribuzione dei costi di gestione che ha portato ad avere una prima squadra praticamente a costo zero, e dove il resto dell'attività viene sostenuto in maniera razionale e dinamica. Le risorse che servono sono modeste; è importante avere energie, tempo disponibile, idee ed entusiasmo. Lo abbiamo dimostrato nella stagione che si è appena conclusa che è stata, dopo quasi trenta anni, la prima senza lo storico sponsor Zetagas. Dal punto di vista sportivo abbiamo chiuso un ciclo imboccandone positivamente un altro, mi riferisco alla conquista della permanenza in serie C passando dai playoff con una squadra di giocatori prodotti esclusivamente in casa e l'accesso alle finali nazionali U19 di Gorizia. Se anche dal punto di vista societario riusciremo a rinnovarci continueremo a prenderci tante soddisfazioni».
Che ne sarà della Juve Pontedera?
«Stiamo lavorando per una fase costitutiva coordinata da Tiziano Chiarugi e Luigi Magliano, entrambi ex sportivi e professionisti nella consulenza aziendale. Nel giro di un paio di settimane valuteranno se ci sono le condizioni per formare una nuovo consiglio direttivo: certo, se anche dalle istituzioni venisse un appello...».
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