Sicurezza
Anpis-Juve, in campo per gioco e per fare riabilitazione
PONTEDERA. Non solo sport. O meglio, non soltanto agonismo, ma attività sportiva come veicolo per l’integrazione sociale. A ogni livello. Cresce e migliora il gruppo Anpis della Juve Pontedera che...
PONTEDERA. Non solo sport. O meglio, non soltanto agonismo, ma attività sportiva come veicolo per l’integrazione sociale. A ogni livello.
Cresce e migliora il gruppo Anpis della Juve Pontedera che lo scorso 4 maggio ha partecipato al torneo nazionale di Bologna incontrando anche realtà che provengono da altre regioni d’Italia, come ad esempio Trieste e Gorizia.
La squadra, allenata da coach Gabriele Carlotti con il supporto dell’assistente Marian Marconcini, è composta da oltre tredici ragazzi che sono frequentatori abituali del Centro diurno di salute mentale di Pontedera.
«Per me è una grande soddisfazione vedere la crescita di questi ragazzi che migliorano sia a livello tecnico, ma anche e soprattutto al livello personale - spiega l’allenatore del gruppo, Gabriele Carlotti - con questo progetto, nato ormai cinque anni fa, lo sport diventa una forma di riabilitazione. I ragazzi si sono appassionati alla pallacanestro e spesso fanno anche il tifo per la prima squadra della Juve sugli spalti del palazzetto. La vittoria più grande è proprio questa: evitare che si isolino e farli sentire parte di una grande famiglia».
Il torneo di Bologna non è stato l’unico appuntamento che si osno trovati ad affrontare i ragazzi dell’Anpis.
Infatti all’inizio di maggio la squadra ha partecipato a “Palla in rete”, la kermesse sportiva, organizzata dal Centro diurno con il patrocinio del Comune di Pontedera, che ha visto tanti sport alternarsi agli impianti sportivi Bellaria: tra questi appunto anche il basket, con l’occasione per i cestisti della Juve di passare una giornata di grande divertimento sotto canestro.
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