Il Tirreno

Pontedera

Il recordman al volante debutta nei rally a 19 anni

di Cristiano Marcacci
Il recordman al volante debutta nei rally a 19 anni

Alla sua prima gara, sabato scorso a Casciana Terme, si è classificato quattordicesimo assoluto davanti a piloti con decenni di esperienza sulle spalle

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SAN MINIATO. Ha poco più di diciannove anni, ha la patente di guida dal 27 dicembre 2011, ma già s’impone nei rally e mette dietro in classifica piloti con decenni di esperienza agonistica sulle spalle. Lui è Mirco Straffi, nato a Empoli nel 1983 e residente da sempre a Roffia, frazione del comune di San Miniato. È figlio d’arte, nel senso che suo padre è Maurizio, rallista sin dal 1997, protagonista delle gare toscane di Coppa Italia e vincitore nel 2003 del trofeo Rover Mg.

Mirco si è diplomato all’Ipsia di Pontedera e subito dopo la conclusione degli studi ha trovato lavoro, ripara schede elettroniche alla “Overlab” di Pontedera. Ma il cuore ha sempre battuto e batte per i motori e per le quattro ruote. «La passione di famiglia – ammette Mirco – mi ha contagiato e mi ha travolto. Addirittura, prima di prendere la patente, ho frequentato un corso da navigatore alla Pistoia Corse (la scuderia per la quale oggi corre, ndr) per prendere confidenza più da vicino con la disciplina, poi non aspettavo altro che la patente per richiedere la visita per ottenere la licenza da pilota. Non vedevo l’ora di cominciare».

E Mirco ha cominciato. A soli 19 anni, dimostrando sin da subito di avere il dna ben predisposto nei confronti di acceleratore e velocità. In compagnia del navigatore Jari Cavaciocchi, 38enne pistoiese, ha debuttato sabato scorso, al volante di una Rover, al Rally di Casciana Terme. Una gara coi fiocchi: non solo Mirco è riuscito a portarla in fondo senza alcun problema, ma alla fine si è piazzato al quattordicesimo posto della classifica assoluta, si è aggiudicato il primo posto della sua classe, la A5, ed è arrivato quarto del proprio raggruppamento. Forse un record per un diciannovenne agli esordi.

«Pensavo di essere agitato alla partenza – racconta Mirco – ed invece mi sono stupito, rimanendo molto tranquillo. Nelle prime prove speciali ho cercato di non esagerare, poi qualche rischio l’ho preso. Nell’ottava prova speciale, quella di Montevaso, sono riuscito a centrare il decimo miglior tempo assoluto».

A seguirlo c’era tutta la famiglia. «Mio padre – dice – è orgoglioso di me. Mia madre, mia sorella e la mia fidanzata un po’ meno, hanno più paura, ma sono comunque venute a vedermi. Hanno detto che stare a casa le avrebbe fatte stare peggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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