Sicurezza
Giovani pugili sul ring ricordando Dilio Lenzini
All’arbitro internazionale scomparso poco tempo fa è intitolato il memorial in programma domenica, a partire dalle 16, al palazzetto dello sport
PONTEDERA. Il 26 maggio, lo stesso giorno di allora. Il destino vuole che per la nostra boxe, questa data rivesta di volta in volta significati particolari. Era il 26 maggio del 1968 quando Sandro Mazzinghi, a San Siro, sconfiggendo di fronte a 60mila spettatori il coreano Ki-Soo Kim dopo un'epica battaglia durata 15 riprese, diventò campione del mondo per la seconda volta. E domenica prossima, 26 maggio, al palazzetto dello sport di Pontedera, a partire dalle 16, l'Accademia pugilistica Galileo Galilei-Guido Mazzinghi mette in scena le finali del suo primo torneo di pugilato. Un evento sportivo in tre tappe (Bientina, Santa Croce, Pontedera), realizzato in collaborazione con la Federazione pugilistica italiana e col contributo di Ecofor e Geofor, e dedicato a Dilio Lenzini, arbitro di incontri memorabili, mancato poco tempo fa. Durante la conferenza stampa, Fabiano Angiolini, presidente dell'Accademia pugilistica Galilei-Mazzinghi, cita il nome di Sandro più volte. «Manifestazioni come queste servono ad avvicinare i giovani alla boxe, grande palestra di vita. Il mio sogno è sempre lo stesso: trovare un altro Sandro Mazzinghi, veder uscire dall'Accademia un altro atleta capace di far sognare il pubblico e gli appassionati. So benissimo che è praticamente impossibile, tempre del genere nascono una volta sola. Ma noi ci proviamo comunque». Al suo fianco c'è Pino Ghirlanda, presidente del Comitato regionale toscano della Fpi. «Crediamo molto nella formula del torneo. Questa prima esperienza ci ha dato segnali incoraggianti. Ritrovare un altro Sandro... magari fosse possibile. L'importante è lavorare credendo a questa utopia. Per i giovani, la boxe è una grande risorsa: è piena di regole, si impara a fare i conti con se stessi, prima che con l'avversario. È dimostrato che l'attività pugilistica può portare grandi vantaggi anche nella lotta alle problematiche giovanili, a certi tipi di disagio sociale. Dalle istituzioni ci chiamano spesso: sul ring si impara molto». Si citano nomi di pugili che nel tempo hanno dato tanto a Pontedera: Mario Redi, Giancarlo Barabotti, campioni italiani della loro categoria. Si parla dei giovani che fanno ben sperare: come Julian Tafani, dell'Accademia Galilei-Mazzinghi, che domenica pomeriggio, al palazzetto, incrocerà i guantoni per la medaglia d'oro. Si ricorda la figura di Dilio Lenzini, bravo pugile in gioventù, poi apprezzato arbitro di livello internazionale, a cui il torneo è intitolato in forma di Memorial. «Uno sportivo vero. Una persona dalla correttezza cristallina, inappuntabile. Un esempio per tutti noi», dice di lui Fabiano Angiolini. «Uomini come Dilio si ricordano con nostalgia», dice Ghirlanda, «All'epoca, la boxe e lo sport in generale erano tutto un altro mondo. Anche se non è semplice, è proprio in quella direzione che noi, anche attraverso gli incontri di questo torneo, cerchiamo di andare».
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