Attenzione
Forcoli, la salvezza è appesa a un pareggio
FORCOLI. Ha fatto il secondo ad allenatori come Marco Masi o Gabriele Lazzerini. Ha guidato in prevalenza squadre di settore giovanile, ma alla prima occasione in cui è stato responsabile di una...
FORCOLI. Ha fatto il secondo ad allenatori come Marco Masi o Gabriele Lazzerini. Ha guidato in prevalenza squadre di settore giovanile, ma alla prima occasione in cui è stato responsabile di una formazione di Serie D e nell’occasione più difficile, quella dell’andata dei playout, è riuscito a portare a casa un risultato molto positivo e che fa ben sperare in vista del ritorno. E’ Daniele Micheletti, tecnico del Forcoli nel doppio confronto con il Castenaso per la salvezza. Nella prima gara i suoi amaranto hanno ottenuto un 1-1 che dovrà essere quantomeno confermato nel ritorno di domenica, molto probabilmente al Brunner. Con due pareggio Bonsignori e compagni sono salvi, ma non è il caso di abbassare la guardia, vista la delicata situazione psicologica creatasi nelle ultime settimane. Micheletti, infatti, è subentrato a Stefano Brondi dopo che quest’ultimo si è dimesso al termine della regular season. E il clima che ha trovato è stato vicino a quello che normalmente si respira durante un funerale. «La squadra era a terra mentalmente – dice – probabilmente le fatiche della stagione, in cui i ragazzi hanno compiuto una grande impresa riuscendo a risalire la classifica e a sfiorare la salvezza diretta, hanno inciso notevolmente. In questi casi non c’è da imporre un proprio modo di vedere il calcio, ma agire sui problemi più evidenti, sperando che poi in campo tutto vada per il verso giusto». E così è stato. L’allenatore ha dato un po’ più libertà in campo ai giocatori, puntando sul divertimento, più che sul rigore delle regole tattiche da seguire. Per lui, poi, non ci sono stati spazi per le emozioni al momento di scendere in campo. «E’ andata bene, lo ammetto – riprende – I ragazzi sono stati molto bravi, sia dal punto di vista del sacrificio che del gioco. Per quanto mi riguarda ero un po’ teso, sapevo che la squadra voleva da me un aiuto e ho cercato di darlo senza pensare troppo al futuro».
Andreas Quirici
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
