Il Tirreno

Pontedera

Una società che investe sui giovani da sempre

Una società che investe sui giovani da sempre

Il team cascinese tra i più titolati della provincia per gli exploit delle sue diverse formazioni

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ZAMBRA. I campionati delle varie squadre dell’Arci Zambra si sono conclusi o stanno per concludersi e inizia il tempo dei tornei. Le squadre delle categorie maggiori della società si sono ben distinte: i ragazzi del 1999 (Giovanissimi B) di mister Cuppoletti hanno raggiunto un risultato insperato piazzandosi fra le prime 3 del girone.

Stessa cosa per i biancocelesti del 2000 (Esordienti Fair Play) di mister Bottai che dopo aver vinto il campionato invernale si sono confermati nel torneo Elite primaverile e accedono con altre tre formazioni alla finale provinciale.

Questi ottimi risultati, che pongono la Polisportiva di Zambra fra le società più titolate della provincia sono frutto della dote degli atleti, ma anche la qualità degli allenatori. E poi l’organizzazione con la presenza continua dei dirigenti. Il direttore sportivo Giuliano Nardi riesce sempre a risolvere le problematiche con l’aiuto di tutti i suoi validi collaboratori, compreso il custode Giuliano, che cura il campo come il giardino della sua casa, e tiene sempre in ordine spogliatoi e zone adiacenti ai campi, rendendo il complesso sportivo di Zambra un luogo piacevole.

C’è una società che investe nei giovani avendo a cuore la loro salute e la prevenzione degli atleti e di coloro che frequentano la struttura; : da ricordare l’acquisto di un defibrillatore automatico che mette la società in regola con le disposizioni legislative che partiranno solo nel 2015. Si tratta di un impegno importante, anche sotto il profilo economico, che ha portato lo scorso anno la società ad avere un nuovo campo in erba sintetica a 9 che permette a tutte le squadre di allenarsi anche quando le condizioni meteo sono proibitive.

Un riconoscimento anche ai ragazzi e ai genitori che, nei vari campionati e nelle varie categorie, hanno sempre avuto un comportamento sportivo e, al di là dell’incitamento verso i propri figli e verso la squadra, non hanno mai ecceduto verso le decisioni arbitrali o ancora peggio verso i tifosi avversari.

È un calcio che «vorremo vedere anche nelle categorie superiori – dicono in società – con i ragazzi che giocano solo per il piacere di giocare, sudano e si danno da fare, non per conquistare fama o denaro, ma più semplicemente per medaglia di latta».

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