Il dolore
Un programma per due stagioni
Il presidente del Pontedera Donnini: «Siamo fortunati, il prossimo anno non si retrocede»
PONTEDERA. Con la promozione in tasca e la certezza di poter programmare a lungo termine. Almeno due stagioni. Questo per effetto della riforma dei campionati che, per il prossimo anno, in Prima Divisione, dove il Pontedera è appena approdato, non ci saranno retrocessioni. Né promozioni. Due stagioni di fila, senza l’assillo della salvezza da centrare. Forse è per questo che il traguardo tagliato domenica, in anticipo sulla fine della stagione, ha un sapore più dolce. «Avevamo sempre detto – spiega il presidente del club granata Gianfranco Donnini – che avremmo voluto salvarci all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Il percorso che abbiamo fatto è stato diverso. Molto più emozionante».
Eppure non era iniziato bene: nelle prime giornate di campionato, complice il fatto che si giocava in esilio a Empoli, la prima sconfitta della stagione fece allungare i musi a tanti dirigenti. «Era un campionato nuovo – spiega Donnini – eravamo una squadra di dirigenti nuovi, avevamo tutti la paura di sbagliare: erano nuovi anche tecnico e direttore generale. Avevamo bisogno di un po’ di rodaggio».
La consapevolezza di poter centrare, al primo tentativo, la promozione nella categoria superiore, quella che una volta si chiamava serie C1, non è arrivata, però, immediatamente. «Io ho cominciato a crederci nella trasferta di Salerno – svela il presidente – Eravamo sotto di un gol, davanti a una squadra dalle qualità eccezionali. Abbiamo pareggiato nel finale, ma quel pari lo abbiamo cercato, abbiamo costruito le occasioni perché si verificasse. Alla fine anche il presidente avversario, Lotito, ci fece i complimenti».
Sembra una frase fatta, ma a questo Pontedera, s’attanaglia bene: il segreto di questa stagione strepitosa, è nel gruppo. Un unico gruppo: i giocatori, lo staff tecnico, i dirigenti, i tifosi. E gli amministratori comunali. Già, perché se il Pontedera due stagioni fa è risorto buona parte del merito va dato proprio al Comune: dentro Palazzo Stefanelli è nata la nuova società; nelle sale del consiglio si sono uniti i dodici imprenditori, appassionati, che hanno dato vita al Cda. Ne è testimone l’assessore allo sport Matteo Franconi che è anche membro del Cda. «Di questo traguardo – dice – mi porto dentro un bel segnale: quando siamo tornati, in aereo, dalla trasferta di Lamezia, abbiamo trovato un gruppo di sostenitori all’aeroporto di Pisa. Sapevano che non ci sarebbe stata la squadra, ma hanno voluto testimoniare il loro affetto al presidente, ai dirigenti che avevano seguito la gara in Calabria. C’erano con le bandiere, con una bottiglia Magnum. Abbiamo brindato». Poi il gruppo s’è spostato al bar Baldini, a Pontedera, per commemorare la figura di Gino Baldini, che se n’è andato troppo presto, senza poter gioire di questa nuova impresa del “suo” Pontedera. Ora, la festa grande ci sarà domenica allo stadio (arriva il Martina Franca). Un assaggio anche oggi: il consigliere Marco Barachini ha invitato tutti a una merenda-picnic nella sua casa di campagna, al Ponte alla Navetta. Poi, smaltiti i festeggiamenti, si pensa al futuro: l’impianto sportivo è a posto. Sulla squadra, servono programmi. «Abbiamo avuto la fortuna di poter pensare a lungo termine – conclude il presidente Donnini – Quest’anno siamo stati bravi a far quadrare i conti, a trovare i giocatori giusti».
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