Sicurezza
Così la più brutta partita regala il pass per la C1
«Può succedere nell’arco di una stagione» ammette il direttore generale Ma l’incredibile serie di risultati delle inseguitrici ha permesso l’impresa
PONTEDERA. Inutile fare calcoli e previsioni. Che il pallone non fosse una scienza esatta si sapeva. Domenica, a Lamezia Terme, se n’è avuta l’ulteriore conferma. Al Pontedera serviva una vittoria per arrivare alla promozione matematica in C1. Alla fine è bastata... una sconfitta. Il classico esempio del massimo risultato ottenuto col minimo sforzo.
A dare la spinta decisiva ai granata sono stati proprio gli avversari. Segugi incapaci di seguire a dovere la lepre ormai scappata. L’Aprilia ha perso a Gavorrano, L’Aquila ha fatto altrettanto nel derby col Teramo e il Chieti ha pareggiato col Foligno. Un’incredibile serie di risultati favorevoli per il Pontedera. Impronosticabili.
Dopo una delle peggiori partite della stagione, i ragazzi di Paolo Indiani si sono trovati paradossalmente a festeggiare. La Vigor Lamezia ha avuto vita facile. La doppietta di Longoni (che ha sbagliato anche un rigore) ha condannato i granata alla seconda sconfitta esterna stagionale, dopo quella del 6 gennaio col Chieti.
Un ko destinato a rimanere solo nei numeri e negli almanacchi. Il 28 aprile a Pontedera verrà ricordato per una storica promozione che mancava dal 1994. Quell’anno il Pontedera, alla prima esperienza nella vecchia C1, retrocesse subito. Ora avrà la certezza di restare in Prima divisione almeno due stagioni: per la prossima è previsto il blocco delle retrocessioni in vista della riforma del 2014-15.
«A Lamezia Terme è stata una giornata storta – commenta il direttore generale Paolo Giovannini – come ne possono capitare nell’arco di una stagione. Ma di sicuro la promozione non l’abbiamo raggiunta ieri. È un cammino che parte da lontano». Dopo quella con la Massese nel 2005 è la sua seconda promozione in C1. Anche in quel caso il salto di categoria fu doppio. Stavolta Giovannini ha cominciato a lavorare a Lega Pro acquisita, ma ha lasciato comunque la sua impronta.
«In accordo con la società abbiamo puntato sulla crescita e la valorizzazione dei giovani. Con una rosa dall’età media bassissima e grazie soprattutto ai grandi progressi di molti ragazzi siamo riusciti a raggiungere un traguardo incredibile. Dopo 12-13 giornate ero convinto che saremmo arrivati almeno ai playoff. Nel girone di ritorno abbiamo fatto anche meglio». (l.l.)
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