Il Tirreno

Pontedera

torneo femminile a saline

Valery, Elena e Claudia tornano dove hanno iniziato col calcio

VOLTERRA. «Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con impegno per il secondo Torneo femminile e tutti i partecipanti. Sono contento anche per l'interesse suscitato dalla nostra manifestazione; la...

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VOLTERRA. «Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con impegno per il secondo Torneo femminile e tutti i partecipanti. Sono contento anche per l'interesse suscitato dalla nostra manifestazione; la presenza di Luciana Saturni, responsabile regionale Figc per il settore femminile, ne è una testimonianza. Tutto ciò fa ben sperare».

Così ha scritto il presidente Giacomo Santi sulla pagina facebook della Giovanile Valdicecina, interpretando una sensazione comune sulla manifestazione che ha nuovamente messo in primo piano il movimento rosa del calcio. Saline ha infatti ospitato due triangolari per Giovanissime e Pulcine, con squadre di Lucca, Livorno e Firenze, oltre a due formazioni miste della Valdicecina, con bambine e bambini nati tra il 2002 e il 2004.

Il successo si misura (anche) con i numeri, e un dato significativo si può estrapolare dai libri, circa una trentina, che la stessa Saturni dovrà spedire alle giocatrici che sono rimaste senza, dato che neanche la responsabile regionale aveva previsto un numero così alto di partecipanti ai quali regalare una stampa sulla storia del calcio, curata dal presidente della Lega nazionale Dilettanti Carlo Tavecchio.

Protagoniste assolute e ospiti d'onore della giornata tre calciatrici cresciute nella Valdicecina che sono tornate per un giorno sui campi dove tutto ebbe inizio: Valery Vigilucci, Claudia Ferrara ed Elena Tamburini, attualmente alla Primavera della ACF Firenze, serie A. Ad accoglierle due promesse casalinghe, Alice Michelotti e Swami Bisogni, Pulcine rispettivamente del 2002 e del 2004.

Le giocatrici hanno accettato una sorta di "intervista collettiva": «Ricordo bene la mia prima partita, a Saline, in una giornata caldissima. Il risultato per me non valeva, quel giorno era speciale, ero appena nata nell'ambito del calcio» dice Alice).

«Tornare a giocare a Saline è bellissimo perché ripenso a tutte le battaglie fatte per vincere le partite, agli allenamenti e anche al custode che mi dava da mangiare quando avevo fame!» racconta Valery.

«A una ragazza che vuole iniziare a giocare a calcio dico di fregarsene se la gente fa qualche battuta, ma di impegnarsi al massimo» rileva Elena.

«I miei pregi sul campo? Diciamo che ho bei piedi, sono una "assist woman» chiude Claudia.

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