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Pontedera

Ora la minaccia si chiama Chieti

Ora la minaccia si chiama Chieti

I neroverdi hanno vinto con L’Aquila e sono a -6 dal Pontedera e con gli scontri a favore

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PONTEDERA. A 5 giornate dalla fine del campionato il Pontedera si ritrova a fare i conti. Quelli di classifica, per calcolare i tasselli mancanti alla promozione in Prima divisione, ma anche quelli per le squalifiche e gli infortuni.

Sotto il primo aspetto, il pareggio interno con l’Aprilia ha portato certezze: i laziali sono estromessi dalla lotta per il secondo posto. Così come L’Aquila, caduta nel derby abruzzese contro il Chieti. La nuova minaccia sono proprio i neroverdi, usciti dalla “distanza di sicurezza” (balzati a -6) e forti del vantaggio negli scontri diretti con i granata (hanno vinto sia all’andata che al ritorno). Un credito che invece il Pontedera poteva vantare con Aprilia e L’Aquila. Anche se in questo senso il vantaggio è amministrabile in vista dei prossimi impegni.

L’Aprilia infatti era l’ultimo ostacolo di un certo peso. Ora restano tre trasferte difficili ma non impossibili (Melfi, Lamezia e a Gavorrano l’ultima giornata) e due turni casalinghi contro l’Aversa già retrocesso e il Martina Franca. Impegni già inquadrati nella tabella del direttore generale Paolo Giovannini: «Mancano 5 giornate e abbiamo ancora 2 gare casalinghe. Prima della sosta avevo detto che con 6 punti di qui alla fine avremmo raggiunto l’obiettivo e rimango della stessa opinione. Contro l’Aprilia ne abbiamo fatto uno, 3 ne faremo con l’Aversa e altri 2 arriveranno».

Il terzo pareggio consecutivo insomma non preoccupa. «Anzi – continua il dg – per noi è stata una giornata positivissima: abbiamo praticamente eliminato due concorrenti per il secondo posto. Il problema non è a quanti punti sono le altre squadre, è stato importante non perdere e mantenere un buon vantaggio con un turno in meno da giocare».

C’è qualche apprensione in più per i tanti acciaccati che rischiano di non finire la stagione al top. Senza contare il rischio squalifiche. «Contro l’Aprilia abbiamo preferito non rischiare Carfora per il problema alla caviglia, Esposito era squalificato e ci sono Grassi e Arrighini in diffida da quasi 20 domeniche. Senza contare quelli che hanno tirato la carretta tutto l’anno». La lista dei “precari” è lunga, e sarà la condizione degli uomini chiave a determinare le ultime battute dello straordinario campionato del Pontedera.

«Speriamo che le cose vadano meglio per la trasferta a Melfi – dice l’allenatore Paolo Indiani – avevamo Di Noia e Gregorio acciaccati, poi ho dovuto sostituire Arrighini per un colpo al polpaccio e Regoli per un problema alla caviglia. In certe condizioni non potevamo permetterti di giocare 90’ al massimo, per questo il pareggio va benissimo».

Dal canto suo anche l’Aprilia ha applicato il detto “meglio due feriti che un morto”, evitando di premere sull’acceleratore per non rischiare di subire le ripartenze del Pontedera, che nel primo tempo aveva fatto vedere le cose migliori. Sia sotto l’aspetto del gioco che delle occasioni. «Io ho visto molto bene entrambe le squadre – afferma Giovannini – non ci scordiamo il livello dell’Aprilia. Finora abbiamo fatto benissimo e siamo arrivati ad avere anche 10-12 punti di vantaggio su chi insegue, è normale prima o poi rallentare. Una domenica si guadagna e una si perde, l’importante è arrivare in fondo e raggiungere l’obiettivo».

Lorenzo Lazzerini

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