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Il pari del Forcoli è giusto ma lascia l’amaro in bocca

Il pari del Forcoli è giusto ma lascia l’amaro in bocca

Il tecnico Brondi dice: «Col Riccione la peggior partita di una mia squadra in 15 anni». Ma la classifica non s’aggrava

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FORCOLI. «Se avessimo giocato questa partita un mese fa avremmo vinto 5-0». Il commento a fine partita del tecnico amaranto Stefano Brondi non lascia spazio a interpretazioni. Per lui, questo 0-0 che il Forcoli ha confezionato col Riccione, nel giovedì pre-pasquale della serie D, è frutto della «gara più brutta giocata da una mia squadra negli ultimi 15 anni».

Il motivo? L’ansia, la frenesia e la poca tranquillità che hanno pesato nella testa e nelle gambe dei giocatori di casa, consapevoli che una vittoria avrebbe permesso loro di ottenere la salvezza anticipata pressoché matematica. Invece, questo pareggio lascia ancora un po’ di attesa, ma incanala la formazione di Brondi verso un finale di stagione trionfale per una società che aveva cominciato sotto il segno della rivoluzione a suon di tagli e ribassi d’ingaggi, trovando, però, una strada in salita praticamente subito e incappando in un inizio di campionato disastroso.

Sulla prova opaca del Forcoli col Riccione ha pesato anche la bravura degli avversari che non hanno lasciato molti spazi e che hanno cercato di ripartire appena potevano. Ceccherini ha avuto il suo da fare per evitare di subire una rete che avrebbe reso la sua squadra ancor più frettolosa e ansiosa.

Gli ospiti hanno colpito un palo e sono stati pericolosi in più di una circostanza. Ma anche gli amaranto, pur non giostrando come ha fatto negli ultimi tempi, hanno creato interessanti presupposti per colpire i romagnoli. Un “legno” per uno (testa di Moretti sul palo e tiro da fuori di Lelli sulla traversa) e partita che è passata più volte dalla mano di una squadra all’altra. Forcoli bravo, specie nel primo tempo, a provare a cambiare lato dell’azione con lanci di Giglioli su Petri a destra o Michael Brondi a sinistra, nel chiaro intento di allargare le maglie della compatta difesa ospite. Ma l’opposizione sugli esterni da parte della squadra di Benedetti ha impedito ai locali di creare superiorità numerica sulle fasce.

In quella situazione tattica, non è rimasto che puntare su Campus, unica punta centrale schierata da Stefano Brondi per le assenze di Hemmy e Mordagà. Il giovane centravanti, però, non ha le caratteristiche tecniche per tenere palla in avanti e far salire i compagni, finendo per essere anticipato sistematicamente dai due centrali avversari. Meglio, Campus, quando fa il centravanti di movimento con la palla tra i piedi, o quando cerca di fare “il rapinatore” (in questa veste ha sbagliato una conclusione ravvicinata e se n’è vista murare un’altra). Giusto, quindi, il pareggio tra Forcoli e Camaiore. Un punto da prendere e mettere in classifica che ora vede gli amaranto in una posizione comunque migliore rispetto a ieri mattina, visto che il Castenaso ha perso (ed è distante proprio di una lunghezza) e che lo stesso ha fatto il Rosignano, formazione terzultima: i punti di distanza dai livornese sono 12. Ne bastano 8 per non far disputare i playout.

Andreas Quirici

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