Il Tirreno

Pontedera

La squadra non gioca, difende il coach

La squadra non gioca, difende il coach

Carlotti, tecnico squalificato degli Under 13 di Calcinaia era stato invitato a non assistere da spettatore al match con la Juve

3 MINUTI DI LETTURA





CALCINAIA. Alla fine il derby in programma ieri sera alle 20 al PalaZoli tra le formazioni di pallacanestro under 13 di Juve Pontedera e Basket Calcinaia non si è disputato.

La società calcinaiola ha confermato quanto aveva deciso di fare nei giorni scorsi: nessuno si è presentato all'appuntamento sportivo dall'altra parte dell'Arno, ed è lo stesso presidente Francesco Coppola a chiarire le motivazioni di questa presa di posizione: «Il consiglio ha deciso di non presentare la squadra alla partita in segno di solidarietà verso il nostro allenatore Davide Carlotti, che in questi giorni ha subito un trattamento che riteniamo offensivo e riprovevole. In seguito a una segnalazione, le forze dell’ordine lo hanno infatti convocato per invitarlo a non partecipare all'evento anche solo da spettatore, minacciando addirittura l'emissione di un Daspo nel caso si fossero verificati incidenti in sua presenza».

Davide Carlotti è nel mondo della pallacanestro da quasi trent'anni e «può aver commesso anche degli errori, ma questo – rileva lo stesso Coppola – non vuol dire che non meriti rispetto e che non possa seguire la squadra con cui lavora giorno dopo giorno».

Carlotti in effetti sta ancora scontando una squalifica di otto mesi, ridotta rispetto agli iniziali cinque anni e mezzo, per l'aggressione a un arbitro proprio in occasione della partita d'andata dei suoi ragazzi contro quelli della Juve pallacanestro Pontedera. Due mesi fa, poi, è arrivata un'altra squalifica, relativa a una partita Volterra-Calcinaia stavolta della categoria under 14, che è valsa un altro anno e tre mesi di stop. Dunque, fino al 30 aprile 2014, Carlotti salvo ricorsi non potrà tornare sulla sua panchina.

«Questo però non significa – spiega lo stesso allenatore – che non abbia il diritto di seguire i miei ragazzi. Non so chi sia stato a segnalare la questione alle forze dell’ordine, ma sono alquanto indignato, lo si può immaginare, per quello che è successo. Minacciare un Daspo è una cosa grave: stiamo parlando di ragazzi, e a parti invertite io avrei invitato i tecnici e i dirigenti avversari per seguire la partita fianco a fianco, per poi magari chiudere la serata con una bella merenda. Il bello è che si torna a discutere di cose successe tre mesi fa, mentre lo scorso 7 marzo si è disputata la stessa partita tra formazioni under 14, con esattamente gli stessi ragazzi in campo e le stesse persone in tribuna, me compreso».

In quell'occasione tutto è filato liscio, e «non vedo perché non sarebbe dovuta succedere la stessa cosa stavolta. Da parte mia – prosegue Davide Carlotti – non posso che ringraziare la mia società per la solidarietà dimostrata, ma sarei davvero felice di sapere chi è stato ad andare al commissariato per richiedere espressamente la mia assenza assoluta in tribuna per la partita in questione. Non so se sia trattato di qualcuno di Pontedera, ma spero che chiunque sia stato trovi il coraggio per assumersi le proprie responsabilità». Nicolò Colombini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa