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Tuttocuoio, la ricetta del primato? Un’organizzazione d’eccellenza

Tuttocuoio, la ricetta del primato? Un’organizzazione d’eccellenza

PONTE A EGOLA. Il «piccolo» Tuttocuoio dopo la bella vittoria di Camaiore, vive la prima settimana da capolista solitario. Se si considera tutte le squadre in testa ai gironi di serie D, Ponte a...

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PONTE A EGOLA. Il «piccolo» Tuttocuoio dopo la bella vittoria di Camaiore, vive la prima settimana da capolista solitario. Se si considera tutte le squadre in testa ai gironi di serie D, Ponte a Egola come grandezza è superiore solo a Castel Rigone (borgo alle porte di Perugia). Questo per sottolineare l'impresa che sta realizzando la squadra di Alvini: 53 punti in 25 partite, e se aggiungiamo i 42 nelle 22 da quando ci sono i vari De Rosa, Colombo, Arvia e Falchini (da dicembre 2010) si arriva alla roboante cifra di 95 punti in 44 partite. Freddi numeri ma non frutto del caso, in una società che 5 anni fa era 1ª categoria.

Si potrebbe provare, a capire dove è il segreto di questi risultati, ponendo la domanda a Stefano Costa, direttore sportivo del Tuttocuoio, che molti ricorderanno ha vissuto un passato importante sia a Ponsacco che a Pontedera «Il segreto è il gruppo – esordisce il diesse neroverde – e le cose stanno andando bene. La ricetta è questa: un organizzazione che rasenta il maniacale, però vorrei sottolineare che il bello viene ora: tutti ci aspettano, e moltiplicheranno le forze proprio per fermare la capolista. E in più in un girone dove ci sono squadre del calibro di Lucchese, Spal, Massese, Atletico Pro Piacenza e veramente difficile mantenere questa posizione. Non lo dico per mettere le mani avanti, ma sono realista, anche se noi a questo punto faremo il possibile per mantenerci in questa posizione».

Nel caso il 5 maggio succedesse l’impresa, avete già pensato alle cose da affrontare in caso di salto di categoria? «Non siamo certo sprovveduti, ma vogliamo goderci questo momento. Alla Lega Pro ci pensiamo solo se vinciamo il campionato».

In estate, dopo il rischio chiusura, vi eravate resi conto di aver costruito una buona squadra? «A me l'ipocrisia non piace: c'è un gruppo che sta facendo bene dalla scorsa stagione, dopo che nella prima parte avevamo incontrato numerose difficoltà, sono arrivati giocatori importanti non solo grazie allo staff dirigenziale, ma anche da chi ci offre consulenze. Questo è in pratica lo zoccolo duro di questa rosa, che era stata costruita per dar fastidio alle grandi, e ci sta riuscendo. Comunque vada questa rimarrà una grande stagione».

Per il Tuttocuoio saranno nove partite da vivere con grande patos, c'è un paese che vive una favola, e spera di poterla vivere fino in fondo, come quelle di Chievo, Castel di Sangro e Borgo a Buggiano.

Continua la preparazione per i neroverdi in vista della gara col Fidenza nella quale rientrerà Arvia dalla squalifica, elemento indubbiamente significativo dello scacchiere di Alvini. Una partita da prendere con le molle nella quale ci si attende una grande cornice di pubblico, un Leporaia che possa trascinare il Tuttocuoio verso l’impresa.

Stefano Scarpetti

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