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PONTE A EGOLA. Ha preso questa squadra in Promozione, e in meno 5 anni l'ha portata a un passo dai professionisti. Massimiliano Alvini, fucecchiese di nascita ma ormai ponteagolese di adozione,...

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PONTE A EGOLA. Ha preso questa squadra in Promozione, e in meno 5 anni l'ha portata a un passo dai professionisti. Massimiliano Alvini, fucecchiese di nascita ma ormai ponteagolese di adozione, rappresenta volto e anima del Tuttocuoio che si sta confermandouna delle sorprese più eclatanti di serie D. La lunga rincorsa dei neroverdi alla prima posizione si è conclusa domenica, con la vittoria sul Mezzolara che è valsa l'aggancio alla Pro Piacenza.

Ma per arrivare a sognare la Lega Pro dal 2008 a oggi di strada ne è stata fatta tanta, come spiega lo stesso tecnico: «Quello ce è stato fatto in questi anni è qualcosa che non ha paragoni a livello locale. La stessa Cuoiopelli negli anni Ottanta o il Cappiano negli anni 2000, pur avendo raggiunto palcoscenici più importanti, non sono mia riuscite a crescere tanto in così poco. Dal mio arrivo ci siamo sempre migliorati: prima il trionfo in Promozione, poi la stagione dei tre trofei in Eccellenza e l'11° e 10° posto in serie D. Quest'anno sicuramente faremo meglio, e quanto dipenderà da quello che faremo nelle prossime 10 giornate. Di sicuro, però, questa società ha scritto una pagina indimenticabile nella storia del calcio dilettantistico toscano».

Di chi sono i meriti di questa irresistibile scalata? Naturalmente staff tecnico e giocatori hanno contribuito in maniera fondamentale ai successi recenti, ma se dal 1957 il Tuttocuoio continua a fare parlare di sé non solo a livello locale il merito è senza dubbio di una oculata gestione e pianificazione da parte della dirigenza.

«Ci tengo – continua Alvini – a sottolineare i meriti di una società che mi ha sempre permesso di lavorare e di esprimere al meglio le mie capacità. Andrea e Alessandro Dolfi, Giuseppe Ciampalini e tutti gli altri che giorno dopo giorno ci seguono con serietà ed entusiasmo sono il vero motore di questa piccola squadra che sta lottando con grandi realtà del calcio italiano. Ogni anno partiamo senza proclami particolari, ma alla fine riusciamo sempre a chiudere al di sopra delle aspettative di tutti».

Passo dopo passo dunque i neroverdi sono arrivati a giocarsi l'ennesimo salto di categoria. Ma se un lustro nella storia di una società non è poi così tanto, nella carriera di un tecnico è un periodo abbastanza lungo.

«In questo momento – chiude Alvini – non ho tempo per pensare al futuro. Tutto lo staff tecnico, così come anche i giocatori, è concentrato sul campo: sarebbe un peccato buttare via quanto costruito in questa stagione pensando alla prossima. A Ponte a Egola sto bene, e la mia speranza è poter continuare a lavorare qui, a prescindere dalla categoria». Nicolò Colombini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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